“L’Ovile” ottiene le tre stelle nel rating italiano di legalità

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Promossa a pieni voti in  etica e trasparenza: la cooperativa sociale L’Ovile di Reggio Emilia ha ottenuto le tre stelle del Rating di legalità, il punteggio massimo attribuito da questo riconoscimento nazionale assegnato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Istituito dal Governo Monti con il decreto “Cresci Italia”, il Rating sancisce ufficialmente il valore etico di un’impresa che valorizza la legalità in modo concreto attraverso prassi codificate e condivise al suo interno. La comunicazione è arrivata nella sede di via De Pisis 9 questa mattina al termine delle valutazioni effettuate dall’Antitrust, che hanno portato a un innalzamento del rating per la cooperativa sociale, già al vertice delle cinque aziende riconosciute nella provincia di Reggio Emilia grazie al punteggio di due stellette e mezzo ottenuto nel luglio del 2014.

Valerio-Maramotti

Valerio Maramotti

 

“Siamo felici per questo importante riconoscimento – afferma il presidente della cooperativa L’Ovile Valerio Maramotti – che arriva a un mese esatto dall’evento nazionale organizzato da Federsolidarietà ad Assisi in occasione del trentennale della prima Assemblea delle cooperative sociali di Confcooperative, in occasione del quale le parole d’ordine sono state due: solidarietà e legalità. Combattere la corruzione e garantire un mercato trasparente nell’affidamento dei servizi del settore pubblico sono temi che da tempo ci vedono impegnati in prima linea e sui quali, purtroppo, vediamo ogni giorno che occorre fare molto di più, costruendo percorsi e protocolli davvero efficaci insieme alla pubblica amministrazione”.

Durante il consesso di Assisi all’ordine del giorno era stata inserita la possibilità di attivare un tavolo permanente sul welfare e la cooperazione sociale finalizzato a creare strumenti utili e vincolanti, come bandi tipo e indici di allerta preventivi, tesi a rendere più trasparenti le procedure di affidamento.

“Il primo passo deve arrivare dalle singole imprese – sottolinea Maramotti – chiamate a mettere in campo azioni e procedure che evidenzino con chiarezza l’adesione a un modello di business etico, in cui il territorio deve essere vissuto come un bene comune e non come un tesoro da depredare. E’ un percorso necessario e che dovrebbe vedere coinvolte in modo collaborativo tutte le aziende che operano nella nostra provincia”.

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