Alle radici della violenza

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“Che cosa hai fatto?” (Genesi 4, 10)

L’articolo, che pubblichiamo in due parti, corrisponde alla relazione tenuta dal professor Antonio Petrucci mercoledì 13 maggio alla Biblioteca dei Cappuccini nell’ambito delle “Serate di filosofia 2015”.

Prima di incominciare, converrà abbandonare ogni ingenuità rousseauiana: l’uomo non nasce buono per natura e la società non riuscirebbe a renderlo violento se non ci fosse in lui almeno la predisposizione alla violenza.

L’inibizione “debole”
Poiché stiamo cercando l’inizio, anzi il fondamento, della violenza, chiederemo aiuto all’etologia. Cominceremo, cioè, non dalla violenza umana, ma dalla aggressività nel mondo animale (al quale, comunque, piaccia o non piaccia, apparteniamo). Secondo Konrad Lorenz, l’aggressività animale non è un male, perché svolge una funzione selettiva: lascia il maschio più forte padrone del territorio e libero di procreare e in tal modo migliora la specie. D’altra parte la natura non vuole sprechi inutili.

Leggi tutto l’articolo di Antonio Petrucci su La Libertà del 18 luglio

Caino-e-Abele

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