Il talento non basta

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Non si nasce campioni. Si diventa. E detta così sembra la solita frase fatta che vecchi e nuovi allenatori ripetono per sedare facili entusiasmi dei giovani calciatori… ma più che altro dei genitori e di tutte quelle figure che ruotano attorno ad un ragazzo fuori dal campo.

Si può nascere col talento. Ma il talento senza spirito di sacrifico e soprattutto senza passione non basta per diventare campione. Per essere un campione bisogna prima di tutto saper sognare, essere disposti a tutto pur di realizzare il proprio sogno.

Senza sogni non si hanno motivazioni che sono semplicemente il nostro “motore” che ci permette di  viaggiare in quel meraviglioso viaggio che è la vita. Ma si deve alimentare questo motore!

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Il campione è quello che dà l’esempio, che dà tutto, che suda per il compagno… che ha il coraggio e la personalità, soprattutto in un mondo cosi piatto e conformato, di difendere le proprie idee, di “lottare” per i propri sentimenti, senza lasciarsi influenzare da ciò che lo circonda credendo fermamente in ciò che fa e che vuole. E se sbaglia? Quanti ragazzi hanno paura di sbagliare…troppi… sbagliare fa parte della vita. Sbagliare si può, ma soprattutto si deve. E davanti ad uno sbaglio ci si corregge, ci si rialza, si ammette l’errore e si riparte. Ma che fatica ammettere i propri limiti…

Esiste poi la componente genetica nel calcio: doti fisiche straordinarie e abilità tecniche funamboliche, elementi che in ogni pratica sportiva fanno la differenza indiscutibilmente. Ma senza una testa pensante, un cuore pulsante rimangono doti fini a se stesse, quasi sprecate oserei dire. La motivazione spinge a dare di più. La disponibilità a sapersi conquistare le cose con impegno e determinazione completano il puzzle che fa un campione. Fuori e dentro il campo intendiamoci bene. E allora guardo a quei campioni quotidiani che ogni giorno si battono per mantenere una famiglia, per permettere ai figli di studiare, per vivere a testa alta…

Ciò che scrivo altro non sono che le cose che ripeto ai miei Esordienti prima di iniziare ogni allenamento. Ascoltandoli e conoscendoli mi accorgo di come questi ragazzi spesso siano ovattati da messaggi di vita che ti portano a credere che tutto arrivi più o meno facilmente, che se non arriva è solo questione si sfortuna o di “destino”.

Solo un giovane su centomila esordisce in serie A. Numeri che fanno riflettere ma che mi convincono sempre di più che come nella vita anche nello sport è ciò che abbiamo dentro che fa la differenza.

Per commentare la rubrica scrivi a matteo.daolio@laliberta.info

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