Debora Vezzani, storia di un «prodigio»

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Peccato solo per la concorrenza della finale del campionato di basket che vedeva impegnata la squadra di Reggio. Altrimenti venerdì 26 giugno, a Rio Saliceto, la testimonianza di Debora Vezzani (foto) alla terza edizione di Parrocchia in Festa sarebbe stato un grande successo. Non di quelli che vanno sui giornali o in tv, ma di quelli autentici, umili e nascosti, che s’imprimono nei cuori e ci restano per sempre. Perché Debora ha saputo catturare l’attenzione dei presenti per oltre due ore, senza che nessuno osasse alzarsi dalla sedia. Ecco la sua storia, quasi un romanzo.
Debora ha avuto un’infanzia e un’adolescenza molto difficile. Abbandonata dalla madre appena nata, è stata adottata, ma ha dovuto affrontare ben presto la tensione dei genitori adottivi, che litigavano e poi si sono separati quando lei era poco più che adolescente. Come va a finire in questi casi, senza punti di riferimento stabili, Debora si è buttata in un’avventura sentimentale, ha convissuto con un uomo, poi l’ha sposato, ma ben presto si sono separati. Tre colpi duri, che l’hanno lasciata sola, depressa e senza prospettive davanti a sé. Sullo sfondo, ridotta al lumicino, un’idea superficiale di Dio, che “sapevo che c’era, ma non riguardava la mia vita”.

Leggi tutto l’articolo di Carlo Castellini su La Libertà del 4 luglio 2015

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