Protocollo di intesa sull’educazione pubblica

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Il Consiglio comunale di Reggio Emilia ha approvato, con 20 voti favorevoli (Forza Italia, Pd, Lista civica Magenta), tre voti contrari (M5S),  e quattro astenuti (Grande Reggio, Lega Nord, Bertucci e Guatteri del M5S), il rinnovo del Protocollo d’intesa tra Comune di Reggio Emilia, Miur-Ufficio scolastico provinciale e Fism per il periodo 2015-2019.

Una decisione con la quale si ribadisce il valore dell’educazione pubblica sottolineando gli aspetti di impegno reciproco tra i soggetti gestori nel garantire il diritto all’educazione.

Il Protocollo, vi si legge, “riconosce l’educazione come bene comune e come diritto di tutti i bambini e le bambine. Il sistema pubblico integrato di Reggio Emilia, infatti, consente di rispondere alla domanda di molteplicità di riferimenti culturali e pedagogici, di promuovere un innalzamento della qualità dei servizi attraverso lo scambio ed il confronto, di aumentare il numero dei posti disponibili”.

Per questo il Protocollo – nel quale si indicano anche le linee di finanziamento del Comune alla Fism per il periodo 2015-19 – è ritenuto dai sottoscrittori “una scelta di pluralità, sostenibilità e partecipazione sociale che sancisce come i nidi e le scuole d’infanzia siano un patrimonio della collettività cittadina e un investimento per la qualità della vita attuale e futura nella nostra città”.

“Nostro obiettivo è rafforzare il sistema educativo della città, che è di interesse pubblico, nel suo complesso. Parliamo di un atto non solo tecnico, ma di rilievo politico, che costituisce un Patto con la città su un tema cruciale per bambini e famiglie, ed è principale competenza distintiva della comunità, cioè l’Educazione”, aveva detto il sindaco Luca Vecchi presentando in mattinata il documento alla stampa, insieme con l’assessore all’Educazione Raffaella Curioni.

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L’ESPERIENZA DEL SISTEMA INTEGRATO – L’esperienza delle scuole e dei nidi d’infanzia del Comune di Reggio Emilia si è costruita nel dialogo e nel confronto con altre esperienze, locali e internazionali, in un percorso pluridecennale di arricchimento reciproco, che ha contribuito a generare e sviluppare nel tempo quel Sistema educativo pubblico integrato che connota Reggio Emilia, consente una risposta efficace alla domanda educativa in città e costituisce un modello per altre realtà. La collaborazione tra l’Amministrazione comunale e i diversi soggetti gestori ha permesso anche un importante ampliamento di posti nelle sedi scolastiche: dal 2007 al 2009 i posti sono aumentati di 504 unità, con effetti positivi sulle liste d’attesa nei nidi e nelle scuole infanzia.

Il Comune ha scelto inoltre di ampliare i servizi educativi attraverso un Patto con la città che vede il contributo di differenti gestori pubblici e privati perseguendo l’obiettivo di costruire un’alleanza educativa con i genitori, per garantire pari opportunità di accesso a tutti i bambini e le bambine.

 PROPOSTE E IMPEGNI DEL PROTOCOLLO IN DETTAGLIO 

Il Protocollo, che prevede una Commissione paritetica che ne verificherà puntualmente applicazione e risultati, stabilisce una serie di impegni:

  • il consolidamento e l’ottimizzazione del sistema pubblico integrato;
  • la promozione di un Piano degli investimenti (2015-2017) destinati alle strutture della città dedicate all’infanzia (ampliamenti, riqualificazioni);
  • favorire sempre più il dialogo tra i diversi soggetti gestori.

Viene, inoltre, confermato Il Tavolo tecnico di raccordo costituito dai rappresentanti delle tre gestioni: comunale, statale e Fism.

Fra gli altri temi, sono confermati i momenti di dialogo per favorire la conoscenza e lo scambio delle diverse esperienze. Sarà approfondito il tema del passaggio dalla scuole d’infanzia alla scuole primaria con costante dialogo tra scuole infanzia e scuola primaria (continuità educativa) ed ulteriore definizione degli strumenti di passaggio per garantire la continuità educativa. Verranno mantenute le cucine interne esistenti da parte degli enti gestori per qualificare sempre di più il pranzo come importante momento educativo di apprendimento.

Riguardo all’accoglienza di bimbi disabili, si continuerà nell’accoglienza e nella costruzione di uno specifico progetto per i bambini con diritti speciali come ulteriore indicatore della qualità di una struttura educativa.

Tra gli altri impegni: elaborare un’offerta formativa ispirata ai valori fondamentali della Costituzione; continuare ad offrire occasioni di formazione, confronto e apprendimento tra insegnanti e genitori delle scuole dell’infanzia statali, comunali e autonome; favorire la connessione delle esperienze scolastiche con tutti i servizi territoriali, culturali, centri del volontariato o dell’associazionismo; promuovere forme di raccordo e continuità sia con il nido che con la scuola primaria; mettere in rete i servizi di supporto all’attività didattico-educativa.

 

CONTRIBUTO ECONOMICO – Le risorse che l’Amministrazione comunale destina nel 2015 alle politiche dell’Educazione sono complessivamente pari a 27.059.939 euro di cui più del 74% sono costituite dal trasferimento all’Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia comunali per risorse pari a 20.159.196 euro, per mantenere l’attuale rete dei servizi educativi con una puntuale ed accurata attenzione alla qualità del sistema nel suo complesso.

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Il Comune si impegna, quindi, a sostenere finanziariamente le scuole Fism attraverso contributi da prevedersi nel proprio Bilancio.

Per quanto riguarda le scuole Fism – che svolgono un’azione di scolarizzazione rilevante – ci sarà un aumento complessivo di 170.000 euro nei cinque anni (da 1.370.000 euro a 1.555.000 euro l’anno). La variazione è legata fra l’altro alla nuova sezione aperta da Fism a Cavazzoli e alle nuove azioni di sostegno ai disabili. Le risorse sono infatti destinate al Diritto allo studio, per i bambini disabili e le famiglie in difficoltà nel pagamento delle rette, e alle sezioni primavera, che scolarizzano 212 bambini.

ALCUNI DATI SULLA SCOLARIZZAZIOE 0-6 – Nell’anno scolastico 2014-2015, dei 9.562 bambini residenti a Reggio Emilia, 6.400 (pari al 66,9 % di quelli in età 0-5 anni) frequentano un nido o una scuola dell’infanzia nella rete cittadina gestita tramite l’Istituzione.

Attraverso l’Istituzione si gestisce un sistema ampio e complesso composto da nidi comunali, convenzionati, sezioni primavera (Fism) e privati.

Il sistema pubblico integrato, che conta oltre 80 servizi educativi, nel corso del 2014 ha visto confermata la scolarizzazione nei nidi al 39,0% (la media nazionale si attesta attorno al 16%), esaurendo sostanzialmente la lista d’attesa.

Nella scuola dell’infanzia si è registrata una piccola inversione di tendenza, con un aumento della scolarizzazione di  più 1% rispetto al precedente anno scolastico.

In particolare, i bambini iscritti alle Scuole d’Infanzia Fism sono 212 nelle sezioni Primavera e 1.518 nelle Scuole d’Infanzia per un totale di 1.730 bambini.

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