Anselmo d’Aosta e l’esistenza di Dio

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La filosofia del Cristianesimo si divide in due tempi: la Patristica e la Scolastica.
La Patristica (la filosofia dei Padri della Chiesa) abbraccia i primi secoli del pensiero cristiano – dal II al V – e culmina nel pensiero di sant’Agostino di Ippona (354-430). La Patristica è fortemente influenzata dal platonismo e dal neo-platonismo come dimostra ampiamente il pensiero di Agostino.
La Scolastica (la filosofia delle scuole cristiane) va, grosso modo, dal secolo XI al secolo XIV. All’inizio inevitabilmente platonica, abbraccia poi l’aristotelismo con la grande riflessione di san Tommaso d’Aquino (1225-1274).
Come si può notare, fra Patristica e Scolastica c’è un vuoto di alcuni secoli. Sono i “secoli bui” o quasi bui del medioevo e del pensiero cristiano. C’è naturalmente qualche eccezione, ma si tratta di figure solitarie come Giovanni Scoto Eriugena (IX secolo). Questi “secoli bui” costituiscono, d’altra parte, un periodo di preparazione: i monasteri, espressioni ormai stabilizzate di cenobitismo, caratterizzati dal modello benedettino dell’ora et labora, salvaguardano il patrimonio di pensiero della Patristica, preparando così la ripresa.

Leggi tutto l’articolo di Antonio Petrucci su La Libertà del 27 giugno 2015

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Anselmo d’Aosta

 

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