La forza del gruppo, parola di mister Cabrini

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Chiusa una stagione sportiva non si fa altro che tirare le somme, fare un bilancio di come è andata  e proiettarsi nella stagione futura anche se sembra troppo presto, ma si sa che un’annata calcistica la si costruisce già da ora. A fare il bilancio in quest’articolo è uno dei veri ed indiscussi protagonisti della stagione calcistica 2014/2015: l’allenatore della Saturno Fabrizio Cabrini.

Un tipo di poche parole, molto concreto al quale piace indiscutibilmente sfidare se stesso ed ottenere sempre il massimo e anche di più dai suoi ragazzi.

Incontro mister Cabrini in sede alla Saturno, una sede storica sia per l’età del fabbricato che la ospita ma anche per le tante partite raccontate da quella miriade di trofei che albergano sulle mensole tra le foto di 70 anni di squadre che si sono succedute all’oratorio di Pieve. Praticamente si potrebbe raccontare tutto il paese di Guastalla sfogliando queste foto…

Davanti mi appare un uomo molto sicuro di sé, del resto è il condottiero di questa storica promozione in Seconda Categoria per gli arancioneri di Guastalla:  42 gol fatti, 8 subiti ( 3 nel gironi di ritorno ) 16 vittorie 8 pareggi 0 sconfitte.

Cabrini da buon ex difensore è un tipo che scruta il suo interlocutore quasi lo volesse sfidare a un singolar tenzone giocato sulla parola. Dalle prime battute capisco subito che di fronte ho un “animale da panchina”, uno che il calcio ce l’ha nelle vene.

Mister, come ci si sente ad aver compiuto un’impresa così eccezionale, ancora di più se pensiamo essere maturata in una società dalla forte tradizione e vocazione al settore giovanile più che alla prima squadra?

Eh…sorride… è una bella soddisfazione. Specialmente se penso che la squadra non è stata costruita per vincere obbligatoriamente e per ammazzare il campionato. Il mandato che mi ha dato la società è stato quello di creare una squadra capace di cancellare e rialzarsi dalla brutta figura della stagione precedente con quell’orribile retrocessione. Di ridare fiducia ed entusiasmo ad un ambiente un po’depresso. E pensare che quella era un squadra attrezzata per affrontare un dignitosissimo campionato di Seconda Categoria. (la Saturno ha disputato il campionato di seconda categoria nella stagione 2013-2014 venendo ripescata).

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Fabrizio Cabrini

Ma torniamo alla tua di squadre…

Ti dico solo che era una squadra totalmente nuova con molti giovani ’93-’94-’95 a proposito di settore giovanile. So cosa significa lavorare coi giovani, le difficoltà che si possono incontrare. Per anni ho allenato la juniores e si sa che un gruppo nuovo fatto di giovani paga sempre una partenza lenta a  causa dell’integrazione fra nuovi e vecchi giocatori e poi mettici pure che hanno dovuto rodarsi per apprendere il mio metodo di allenamento

Quindi è stata una partenza in salita

Si, all’inizio ci definirei belli ma poco concreti… salvo poi disputare un girone di ritorno in continua crescita ( 32 punti su 36 ).

Quale è stata la svolta?

La vera svolta del gruppo è stata a novembre  quando distaccati di diversi punti si poteva mollare invece lì i ragazzi mi hanno stupito e la forza del gruppo ha fatto la differenza… Il calcio si fa con la testa e con ciò che si ha dentro: ci siamo parlati chiaro ed è stato un crescendo… fino alla quinta di ritorno quando siamo andati a Montebello, primi in classifica. Partita dominata e aggancio in vetta. Da quel momento abbiamo capito che potevamo sognare. I ragazzi si sono resi consapevoli di poter fare qualcosa di molto importante.

Il segreto di questo successo quindi deriva dal gruppo?

Il Segreto è il gruppo… ma non solo dei giocatori. Con gruppo intendo la dirigenza, anch’essa cresciuta molto nella mentalità in questo periodo…e poi dello  staff tecnico e dei giocatori…queste componenti sono gli attori determinanti per un successo: condividere tutto dagli obiettivi domenica per domenica alle problematiche. Una grande comunione di intenti.

Mister, diciamocelo, non hai vinto la Champions League, hai vinto un campionato di Terza categoria…

Alla provocazione mister Cabrini risponde da “navigato del calcio” nonostante l’età… Vincere nel calcio non è mai facile. In qualsiasi categoria. Con e contro qualsiasi squadra. Chi fa vincere è la mentalità: che tu sia in terza categoria o in serie A è la mentalità che fa la differenza. Poi è chiaro, non ci si può paragonare  al calcio dei professionisti, ma ripeto che vincere non è mai facile…. La nostra squadra tecnicamente non era tra le migliori ma la nostra forza è stata la continuità, eravamo una squadra quadrata, compatta ma soprattutto determinata.

Dediche particolari?

Ai miei ragazzi!  Complimenti alla squadra, nessuno che abbia voluto apparire come una  prima donna, ma tutti si sono sacrificati aiutandosi per il bene comune comune.

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Foto di squadre della U.S Saturno, neo promossa in Seconda Categoria

Cosa pensi del settore giovanile della Saturno?

Un grande lavoro! Svolto al meglio. Anch’io sono rimasto sorpreso dalla professionalità del lavoro del settore giovanile. E credo che avere una prima squadra che lavora e pensa con una certa mentalità possa far bene a tutti…anche ai giovani che seguo sempre da vicino. Del resto il calcio si “costruisce” nei serbatoi che sono i settori giovanili…a cui bisognerebbe sicuramente dare più importanza ad ogni livello.

Cosa ti aspetti dalla prossima stagione?

Non mi do limiti. So che tutto dipenderà da noi: dal nostro modo di affrontare la nuova categoria. Di sicuro sarà un campionato dignitoso… mi auguro che questo fantastico gruppo mi possa stupire ancora una volta.

Infine ti devo chiedere a chi vanno i consueti ringraziamenti

Ai miei giocatori in primis…ma poi al mio staff senza il quale non avrei potuto lavorare al meglio. E alla società che con Gioachin e Scaravelli mi ha sempre e dico sempre  appoggiato e supportato. Una società che ti legittima credendo nel tuo lavoro mette allenatore e squadra nelle condizioni per lavorare al meglio in tutti i sensi.

Allora forza Saturno e in bocca al lupo per la prossima stagione… Cabrini sorride, la sfida è già iniziata.

Matteo Daolio

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