Area MaB UNESCO dell’Appennino Tosco Emiliano ad Expo

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A ‘Centro della Terra’, a Expo nel teatro del padiglione Parco della Biodiversità, sabato 20 giugno, l’Area MaB UNESCO dell’Appennino Tosco Emiliano ha fatto il suo debutto nell’ambito della manifestazione ‘Beyond Food Sustainability’, ideata e promossa dal Ministero dell’Ambiente italiano, Direzione Protezione Natura, e dall’UNESCO.

L’evento dove erano presenti diverse Aree MaB italiane ed europee ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Barbara Degani Sottosegretario di Stato, Han Qunli Segretario del Programma MaB UNESCO e dell’Architetto Anna Maria Maggiore che ha coordinato la preparazione e l’incontro e che ha avuto un ruolo di primo piano anche nell’accompagnare l’Appennino Tosco Emiliano e altri siti italiani verso la designazione.

Per presentare l’Appennino Tosco Emiliano è intervenuto il presidente del Parco Nazionale, Fausto Giovanelli, supportato dalla presenza di diversi amministratori e sindaci in rappresentanza dei 38 Comuni dell’Area; in particolare erano presenti il sindaci di San Romano in Garfagnana, Licciana Nardi, Filattiera, Comano, Frassinoro, Palanzano, Lesignano e Castelnovo ne’ Monti.

Maggiore

L’architetto Anna Maria Maggiore

 

Qui di seguito si riporta il testo integrale che ha fatto da supporto alle immagini utilizzate per descrivere l’Area MaB UNESCO dell’Appennino Tosco Emiliano.

L’Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell’Emilia, respira le arie dell’Europa e quelle del Mediterraneo.

Il Crinale corre sul filo dei  2000 metri.

È un sentiero, il Sentiero Italia, sospeso tra due mondi che nelle 4 stagioni cambiano, ribaltano e rigenerano i colori, le emozioni, i profumi e le prospettive.

Si può camminare lungo quel filo – il Sentiero Italia – in mezzo a rocce, pascoli e praterie di mirtillo, oppure si può scavalcarlo attraverso i valichi, salendo o scendendo tra boschi e laghi e antichi ospitali e vecchi borghi, collegati da strade forestali o antiche carraie, percorsi dai pellegrini, dai pastori o dai tagliatori di legna.

Oggi sempre di  più chi si incontra sono turisti ed escursionisti,con gli scarponi, con i bastoni e con le ciaspole o i ramponi, con gli sci e con le biciclette. Ognuno può scegliere il modo di esplorare questo mondo, da sempre abitato e  vissuto a stretto con la natura e le stagioni che dettano ogni giorno un’agenda diversa.

I nuovi turismi e i nuovi turisti possono sperimentare attività ed emozioni, accrescere  conoscenza e fare scoperte. Si concentrano qui lupi e aquile, cervi e cinghiali, tantissimi fiori e fioriture davvero spettacolari nella primavera.

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La delegazione dell’Appennino Tosco Emiliano

 

C’è in un breve spazio quasi il 70% della biodiversità Italiana, favorita dalla contiguità della  zona climatica europea con quella mediterranea. L’inverno è carico di nevi,ma solo sulla parte più alta del versante nord. L’autunno è ovunque il tempo dei funghi, dei mirtilli , dei tartufi e delle castagne con i colori accesi che lo accompagnano. Più in basso ci sono centri vivaci di servizi commerciali e piccoli borghi rurali,collocati nelle valli,sotto i ripidi versanti di Lunigiana e Garfagnana ; e invece,sul versante nord, appoggiati sul paesaggio collinare,molto ondulato e verde  delle terre del parmigiano reggiano e del Prosciutto di Parma. Il clima e le differenti vocazioni agricole scolpiscono i paesaggi, ampie foraggere inframmezzate a boschi oppure piccoli appezzamenti con coltivazioni di ulivo o farro. Sono ben 64 i prodotti classificati come DOP IGP e tradizionali. Sono prodotti diversi come diversi sono i sapori e le tradizioni di cucina. L’olio da un lato e il burro dall’altro sono il condimento dei cibi, ma anche gli indicatori di una diversità culturale che affonda le sue radici nei secoli e in una storia profondamente italiana ed europea ricca e travagliata,che ha lasciato ovunque pievi e castelli,anche di grande pregio architettonico,costruiti ricostruiti come una rete di civilizzazione e presidio soprattutto dalle dinastie nobiliari e signorili del medioevo.

La contemporaneità è una sfida per le comunità rimaste,ancora forti nelle fasce più a valle, ma indebolite nelle aree più interne dall’emigrazione nel secolo dell’industria. I giovani sono affezionati al territorio e al tempo stesso attratti dal mondo. L’abbandono,l’omologazione,l’effetto periferia sono i rischi concreti del presente. Una moderna e sostenibile ruralità è possibile? L’ educazione e la formazione il senso di appartenenza all’Appennino l’apertura al mondo, l’attenzione per la terra e le conoscenze di saperi tradizionali, la curiosità delle nuove tecnologie e la creatività sociale il senso di comunità e di collaborazione sono i riferimenti di valore e di principio per salvare il patrimonio della storia e per il futuro da costruire.

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