A bordo campo

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Dicevo correre. Un verbo molto in voga al giorno d’oggi in cui non facciamo altro che correre di qua e di là spesso senza una meta, senza un senso e spesso solo per non pensare a ciò che ci può mettere in difficoltà: noi stessi e le nostre aspettative, le nostre ambizioni, le nostre paure e le avversità dribblate correndo e non superate con una finta o un tunnel come faceva il grande Sivori (per i più nostalgici e romantici) o come fa il folletto Messi “stendendo” il difensore di turno.

Giocare a calcio significa anche saper correre, imparare a fare la cosa giusta al momento giusto proprio come sanno fare i veri fuoriclasse. Correre più o meno forte a seconda del momento.

Saper cogliere l’attimo, quello giusto. Quello che può cambiare le sorti di una partita. E qui viene fuori il mister o allenatore che alberga in me. Da mister devo insegnare a correre, non solo su un rettangolo verde per inseguire un pallone, ma devo insegnare a correre su quel prato verde che si chiama vita e che i miei ragazzi un giorno saranno chiamati ad affrontare.

La nostra esistenza è metaforicamente paragonabile ad una partita di calcio: c’è il campo che è il mondo che ci circonda.

panchina

L’importanza del mister nel consigliare i propri ragazzi

Ci sono i compagni di squadra che sono i nostri amici e le persone che ci vogliono bene. Ci sono gli avversari che sono le difficoltà che la vita ci riserva. Poi c’è il pallone che è la nostra vita: il nostro credo, i nostri sogni,  le nostre emozioni, le nostre scelte dacui dipende la nostra “partita”.

Infine e non meno importante c’è il mister che “a bordo campo” ci incita, ci coccola, ci sferza, ci sostiene, ci rimprovera…

Fuori dal rettangolo di gioco il nostro allenatore è la famiglia, è una moglie o un marito, un figlio… o Dio stesso… E poi ci sono anche mister che, come me, provano, magari senza riuscirci ma facendo del loro meglio, a lanciare un messaggio positivo a quei bimbi che saranno gli uomini e le donne del domani. Posso assicurare che aver a che fare coi bambini è molto più semplice che aver a che fare coi “grandi” che spesso complicano le cose. I bambini sono diretti, capiscono se dici una bugia, accettano le scelte, anche i rimproveri ma soprattutto sono leali e danno sempre e dico sempre il massimo pur di correre dietro ad un pallone. In questa rubrica cercherò di farvi conoscere il calcio attraverso gli occhi dei bambini, degli adolescenti e dei ragazzi cercando di dare qualche spunto interessante per accompagnare questi “calciatori” nella loro vita proiettandoli verso il futuro.

Per commentare la rubrica scrivi a matteo.daolio@laliberta.info

Pubblicato in A bordo campo