In Opg una Chiesa povera vive la carità

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Prima di dire definitivamente addio agli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Opg) c’è da aspettare ancora un po’, ma la strada verso il superamento di questa forma di restrizione è ormai segnata.
Dal primo aprile di quest’anno, dopo i decreti legge 211/2011 e 52/2014 e numerose proroghe, i sei Opg d’Italia (tra cui quello di via Settembrini a Reggio Emilia) saranno progressivamente dismessi. Coloro che al termine di un processo vengono giudicati non in grado di intendere e di volere al momento del reato e socialmente pericolosi sono ora indirizzati verso le “Residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza” (Rems).
Cambia il nome, ma soprattutto cambia il modo di gestire le persone inferme di mente colpevoli di reato. Da strutture con centinaia di posti (nelle quali, nonostante il nome di ospedali, si praticavano misure più di contenzione che di cura) a edifici con al massimo venti ospiti nei quali ad occuparsi dei pazienti è solo il personale sanitario.

Chi da 25 anni conosce e frequenta i ricoverati dell’Opg è don Daniele Simonazzi, Servo della Chiesa e cappellano dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Reggio Emilia dal 1990.

Leggi l’intervista a don Daniele Simonazzi nell’articolo di Emanuele Borghi su La Libertà del 13 giugno 2015

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