Fiducia nei segnali di ripresa dell’economia

Stampa articolo Stampa articolo

Che sia ripresa o “ripresina” – come prudenzialmente indica il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi – un dato è certo: la fiducia sta riaffacciando sull’economia reggiana. In tal senso, infatti, si sono spinti gli interventi dei protagonisti della tredicesima Giornata dell’Economia organizzata dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia.

Nella parole del presidente Landi, in apertura, l’analisi di un quadro ancora contraddittorio (export in aumento del 4% nel 2014%, il Pil provinciale verso un saldo attorno al +0,5%, con previsioni di un +1,2% per il 2015, valore aggiunto delle costruzioni a -1,3% e invece a +0,5% per l’industria, tasso di disoccupazione al 6,6% dal 5,9% del 2013, ma previsioni di aumento degli occupati dell’1% nel 2015), dal quale però emergono i segnali di una “ripresina” che va accompagnata, secondo Landi, da nuove scelte da parte dei diversi soggetti economici, sociali, politici e istituzionali.

Tavola-rotonda

tavola rotonda dei relatori

 

“Lo sguardo strategico che occorre in situazioni come questa, ma soprattutto di fronte ad un cambiamento che rischiamo di rincorrere e non di anticipare, è molto ampio, e non è più sufficiente che ciascuno faccia la propria parte, ma è necessario fare qualcosa di più insieme, adottando una scala di priorità non solo condivise, ma che abbiano a cuore una prospettiva, un futuro da costruire e non semplicemente la salvaguardia di risultati acquisiti e probabilmente irripetibili negli stessi modi”.

“Le crisi – ha aggiunto il presidente della Camera di Commercio – non sono un elemento insuperabile, ma non sono neppure una lunga e dolorosa stagione che prelude al ritorno di un tempo migliore che abbiamo conosciuto e vissuto”.

E qui l’affondo di Landi: “questo territorio è cresciuto grazie ad un virtuoso rapporto tra tutte le forze in campo, che non è mai stato esente da problemi e anche da conflittualità, ma nell’ambito del quale c’è sempre stata una vivacità nel costruire insieme che oggi mi pare molto affievolita”.

E allora, dice Landi, “non bastano le iniziative comuni attorno ad Expo per ridare slancio allo sviluppo locale, così come non bastano le pur lodevoli e recenti iniziative finalizzate ad attrarre nuovi investimenti sul nostro territorio”.

“Questi – aggiunge il presidente della Camera di Commercio – sono colpi di pennello su una tela che va riempita con metodo e continuità, perché non si può pensare di guardare alle opportunità nel mondo senza affrontare, ad esempio, il tema dell’irregolarità del lavoro che scontiamo pesantemente, o quello delle gare al massimo ribasso che inducono irregolarità, o quello di una burocrazia che diviene dissuasiva per gli investimenti e per quei giovani che con ben maggiore facilità dialogano con il mondo”.

E attorno a questa ripresa che si affaccia, ma che ha bisogno di nuove condizioni per consolidarsi, si sono espressi Lucio Caracciolo (direttore di Limes, rivista italiana di geopolitica), Vittorio Borelli (presidente di Confindustria ceramica) Roberto Nicastro, direttore generale di UniCredit, e Vincenzo Perrone, amministratore delegato di Lombardini srl.

Intervento-Lucio-Caracciolo

Intervento di Lucio Caracciolo

 

Per Caracciolo, il rapido mutamento geopolitico e geoeconomico che si registra nel mondo è cominciato dopo la fine della guerra fredda con la liberalizzazione dei flussi di capitale, genericamente battezzata globalizzazione”. Insieme ad altri fattori geopolitici e culturali – ha aggiunto Caracciolo – questo cambio di paradigma sta intaccando i tradizionali rapporti di forza fra Occidente e resto del mondo e sta mettendo in questione le stesse fondamenta dell’Europa e il posto dell’Italia nell’Ue”.

Ma pur in questo complesso quadro, le opportunità non mancano, soprattutto nei settori più presenti sui mercati globali.

“L’industria ceramica italiana – ha detto Vittorio Borrelli – percepisce un clima di rinnovata fiducia, dovuto alla somma di alcune condizioni favorevoli e concomitanti per le nostre imprese: un ridotto costo dell’energia dovuto al calo dei prezzi; un euro debole rispetto a quelle valute verso i cui mercati esportiamo; bassi tassi di interesse che sono attesi allo stesso modo anche nel medio termine”.

“In questo positivo e favorevole contesto – ha osservato Borrelli – urgono le riforme, soprattutto di fisco e Pubblica Amministrazione, per far sì che le imprese intercettino questa occasione di sviluppo. Se vogliamo puntare ad una “vera” ripresa – ha sottolineato il direttore generale di Unicredit, Roberto Nicastro – tutti, banche imprese e istituzioni, dovrebbero cambiare e sapersi mettere in gioco”.

“Stiamo assistendo ad alcuni significativi segnali di ripresa per l’economia italiana ed europea – ha proseguito Nicastro – e l’implementazione dell’Unione Bancaria e del SSM (Single Supervisory Mechanism), oltre che le azioni della BCE, (tra queste il TLTRO e il QE), hanno reso possibile un’ampia disponibilità di liquidità a basso costo”. “Il nostro impegno di Banca ha osservato Nicastro – è innanzitutto quello di far ripartire gli investimenti da parte delle imprese: UniCredit ha chiesto complessivamente 15.6 miliardi di euro di fondi TLTRO e ne ha già erogati circa 12 in gran parte proprio a supporto di chi fa nuovi investimenti”.

Riforme, credito, azioni più stringenti e congiunte da parte di forze economiche, sociali e istituzioni sono dunque alcune prioritarie azioni a favore della ripresa, ma non di meno lo è anche una nuova spinta sull’innovazione, come ha sottolineato l’intervento di Vincenzo Perrone, amministratore delegato di Lombardini srl.

“Siamo impegnati su prodotti – ha detto Perrone – che garantiscono maggiore produttività dei macchinari e la riduzione dei costi di utilizzo, tenendo conto del fatto che a questa richiesta del mercato si sovrappone l’introduzione di norme sempre più severe in materia di emissioni”. “Ne consegue – ha detto Perrone – che per crescere in questo contesto e in tutti gli ambiti in continua evoluzione, occorre investire nello sviluppo di nuovi prodotti e nello sviluppo di una potente organizzazione a supporto delle vendite e del servizio post-vendita”.

Su questo tema, sullo sfondo, le parole di Landi, che ha ricordato che proprio su innovazione tecnologica e ricerca (unitamente all’internazionalizzazione) si sono concentrati in misura particolarmente rilevante (complessivamente 4 milioni di euro) gli investimenti 2015 della Camera di Commercio.

Pubblicato in Articoli, Associazioni Taggato con: ,