A Gualtieri il Politeama Festival

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Dopo lo straordinario successo di Bassa Continua – Toni sul Po- la quattro giorni di spettacolo che dal 21 al 24 maggio ha portato a Gualtieri migliaia di persone e più di 150 artisti per le celebrazioni del 50° anniversario della morte di Antonio Ligabue – al Teatro Sociale di Gualtieri prende il via la nuova stagione estiva.

Da quest’anno la stagione del Teatro Sociale tuttavia non sarà una semplice stagione di appuntamenti culturali: nasce infatti il Politeama Festival. Un festival multidisciplinare che riunisce in sé una serie di eventi teatrali e concertistici di alto livello… ma non solo.

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Oscar De Summa (foto di Manuela Giusto)

 

Come nasce il Politeama Festival?

Il Politeama Festival nasce da una domanda fondamentale? Come far tornare un teatro il centro d’aggregazione culturale, ed allo stesso tempo sociale, di tutto un territorio?

L’idea che ci è venuta in mente è quella di provare a recuperare lo spirito che animava i teatri chiamati “politeama”, costruiti a partire dalla seconda metà dell’Ottocento: luoghi in cui alle rappresentazioni teatrali e ai concerti si alternavano, spettacoli di danza, varietà, cabaret, incontri di boxe, dibattiti politici e circhi. Teatri che, con la caleidoscopica varietà degli eventi ospitati, riuscivano a richiamare pubblico da tutti i settori della società. Teatri popolari in senso profondo.

Il Politeama Festival non sarà però animato da spirito di recupero antiquario, non si tratta di delineare un panorama d’offerta culturale “vintage” proponendo nostalgiche rappresentazioni d’avanspettacolo anni Cinquanta o tentativi di rianimazione del burlesque in chiave postmoderna. La volontà che anima l’idea del Politeama Festival è quella di un recupero nel segno dell’innovazione: recuperare lo spirito popolare dei politeama e reinterpretarlo in senso contemporaneo.

In che modo?

Beh, alternando un’attività principale di offerta, nell’ambito teatrale e musicale, di alta rilevanza culturale (ciò che il Teatro Sociale di Gualtieri ha fatto sino ad oggi), ad una serie di azioni trasversali non solo e non per forza di rilevanza culturale in senso tradizionale: azioni in grado però di intercettare quel pubblico che di primo acchito si sente allontanato o respinto dal teatro perché lo vede come un’attività intellettuale troppo impegnativa. Fondamentalmente si tratta di un esperimento in direzione del pubblico: un esperimento per provare a fare teatro in modo nuovo.

Che tipo di “azioni trasversali” avete in mente?

In realtà questa è una piccola sopresa. Alcune le abbiamo già sperimentate: la più famosa è l’attività di Cantiere Aperto che in molti casi ha avvicinato al teatro persone che mai sarebbero venute nelle serate di spettacoli; un altra azione che abbiamo provato a mettere in campo con successo è quella del Teatro Ristorante (anche in questo caso il teatro ha visto giungere nuovo pubblico attirato dalla buona tavola, pubblico che prima non si era mai avvicinato al teatro di Gualtieri). Dal 2015 però le azioni trasversali si moltiplicheranno: il teatro potrebbe divenire un campeggio, un cinema estivo nel quale i film si guardano da coricati oppure d’inverno una pista per pattinare sul ghiaccio… chissà. Ci stiamo lavorando!

Il prossimo appuntamento?

Il prossimo appuntamento, il 10 e 11 giugno, è con uno straordinario spettacolo di Oscar De Summa, “Stasera sono in vena”: racconto tragico, e al tempo stesso di una vitalità sconvolgente, della storia di eroina vissuta dall’autore-interprete, nell’entroterra brindisino della fine degli anni ’80. Nell’avvicinarsi al tema della droga e della morte, quasi per contrasto, dallo spettacolo scaturisce ed esplode un amore per la vita che lascia senza fiato. Imperdibile davvero.

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