Una mostra-laboratorio per Reggio Emilia

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Un racconto corale sulla cultura del territorio reggiano inteso come un unico paesaggio, capace di produrre qualità e innovazione grazie al suo essere sistema di persone, storie, idee, natura. Un’opera collettiva, in cui specchiarsi, riscoprirsi, farsi conoscere e riconoscere.

In un titolo, questo è NOI – Storie di comunità, idee, prodotti e terre reggiane, la mostra curata dall’architetto Luca Molinari, in allestimento al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia: un grande display ‘a tutto tondo’, attraverso il quale si potrà fare esperienza – toccando, vedendo, ascoltando, assaporando, persino odorando i profumi di erbe, fiori, cibi – di quanto Agricoltura, Alimentazione e Ambiente offrono nel territorio reggiano, con una declinazione che si spira esplicitamente al tema di Expo Milano 2015: Nutrire il pianeta. Energia per la vita. Un’esperienza che aiuta a riflettere sulla way of life di Reggio Emilia, a fare memoria e a rivolgere lo sguardo al futuro, in una dimensione di identità collettiva, racchiusa appunto nel pronome “Noi”: una mostra dunque di Persone, prima ancora che di Cose.

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Il Palazzo dei Musei diviene quindi un grande portale fisico, in sinergia con quello virtuale – www.reggioexpo2015.it – e si propone anche come ‘programma alla carta’ rivolto a chi, visitata la mostra, vuole fare ‘esperienza compiuta’, visitando direttamente Reggio Emilia, il suo territorio, le sue eccellenze storiche, naturalistiche, paesaggistiche, produttive. Ciascun visitatore potrà fra l’altro scaricare materiali di approfondimento, indirizzi, contatti, link che riportino al territorio e ai luoghi da visitare.

NOI è perciò uno dei punti qualificanti nell’ambito del progetto territoriale Reggio Emilia per Expo 2015. La mostra viene inaugurata sabato 16 maggio e resterà aperta per 12 mesi, fino a maggio 2016, quindi ben oltre il periodo di Expo Milano 2015.

“Occuparci di questa mostra –  dice l’architetto Molinari – è per me e per i miei collaboratori una sfida entusiasmante e impegnativa, potremmo definirla una full immersion nell’antropologia reggiana, ricostruita attraverso il reperimento e la ricostruzione di storie e oggetti in una narrazione unitaria di trame differenti. Nella ricerca si sono rivelate e continuano a essere in questi giorni di vitale importanza le persone, le imprese, i consorzi, le istituzioni, cioè i custodi dei grandi giacimenti dell’essere NOI a Reggio Emilia e ai quali va il nostro grazie.

“L’idea di puntare sul NOI, invece che su un’immagine generica del territorio, nasce dalla volontà di concentrarsi su un modello sociale, culturale, produttivo ed etico sul quale vale la pena insistere per indicare buone pratiche ed esempi virtuosi in un momento di grande crisi e confusione – spiega il curatore – NOI indica che le cose migliori realizzate dai nostri territori sono il frutto di un lento e costante lavoro collettivo di miglioramento e perfezionamento dei nostri prodotti, che si riversa anche nella forma del territorio e del nostro modo di abitarlo e modificarlo. I tanti prodotti dell’eccellenza reggiana conosciuti nel mondo non sono il prodotto di una sola persona o di un solo momento storico, ma sono la lenta, potente costruzione di soluzioni distillate e sperimentate nei secoli, puntando sempre a un inesorabile necessità di migliorare che non conosce sosta e che vede in una diffusa intelligenza collettiva uno dei suoi motori principali”.

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NOI – Storie di comunità, idee, prodotti e terre reggiane è dunque un percorso sul saper fare reggiano e sulle sue peculiarità, che condivide i temi dell’Esposizione Universale milanese focalizzandosi sul rispetto della terra, sull’alimentazione, sull’arte del lavorare e del produrre in un’ottica di consapevolezza di come il mangiar bene sia necessario per vivere meglio.

Per un anno NOI racconterà le eccellenze agroalimentari della provincia reggiana, come il Parmigiano-Reggiano, l’Aceto balsamico, la filiera del maiale, il Lambrusco, fino ai progressi raggiunti nel settore della meccatronica e dell’innovazione. Un coro di memorie e storie contemporanee che parlano di comunità, idee, prodotti e terre, viste in un’ottica unitaria che parte dagli argini del Po per arrivare alle pendici degli Appennini Tosco-Emiliani. Quello che ne risulta è il racconto di un territorio che trova nella sua storia la forza e le capacità per essere unico e continuare a produrre innovazione, ricerca e qualità diffusa.

NOI è la Reggio Emilia di ieri, oggi e domani: non il manifesto di una rivoluzione che passa dalla rimozione del passato per tendere in maniera cieca al futuro, quanto la testimonianza di un’evoluzione che trova la sua forza ed esplica le sue potenzialità nelle radici della tradizione.

Ciascuna sezione, in cui la mostra è ordinata, raccoglie e racconta frammenti e storie di passato, presente e futuro attraverso una narrazione trasversale e ricca di stimoli per i visitatori. NOI non si esplicita in un percorso espositivo statico e immobile, ma coinvolge l’intero spazio espositivo del Palazzo dei Musei in un dialogo costante con le collezioni permanenti: un percorso narrativo, visivo e sensoriale che parte dalla soglia d’ingresso e porta lentamente all’ultimo livello. È così che il Palazzo dei Musei diventa non solo una stanza del tempo, ma si trasforma in un laboratorio continuo, dove gli elementi estetici dei manufatti in esposizione si incrociano con le sperimentazioni, le esperienze e le visioni che animano le terre reggiane.

Questa interazione tra passato, presente e futuro si sviluppa anche grazie al rapporto tra la mostra e Officucina, un laboratorio su strada posto all’esterno del palazzo e curato da Food Innovation Program (il Master sulla food innovation promosso da Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Institute for The Future di Palo Alto e Future Food Institute di Bologna), dove si produrranno ulteriori materiali che saranno inseriti nell’allestimento interno. A rafforzare l’idea di una mostra “viva” è anche lo spazio Incontri, con il suo calendario di eventi, workshop e appuntamenti concordato con tutte le realtà produttive, sociali e culturali del territorio.

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Luca Molinari (1966). Professore Associato di Storia dell’Architettura Contemporanea presso la Facoltà di Architettura L.Vanvitelli, SUN. Membro del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici a partire dal 2012. Responsabile editoriale per il settore Architettura e Design della Skira editore. Curatore e critico d’architettura, è stato responsabile del Padiglione Italia alla XII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia (2010) e precedentemente Curatore per l’Architettura e l’Urbanistica della Triennale di Milano (2001-05).

Dal 2008 è Direttore Scientifico di Spazio FMG per l’Architettura a Milano.

Collabora con numerose riviste d’architettura italiane e straniere e scrive di architettura per La Stampa, il Corriere della Sera e il settimanale L’Espresso.

Ha ricevuto dalla X Biennale di Architettura di Venezia il Premio Ernesto Nathan Rogers per la critica e la comunicazione d’architettura (2006) e il Jean Tschumi UIA prize per la critica architettonica (2008).

 

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