Il massacro dei cristiani e il silenzio dell’Occidente

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Nel mondo esistono ben cinquanta Paesi, nei quali i cristiani sono più perseguitati. Lo denuncia “Avvenire”, utilizzando dati di “Portes Ouvertes France”, una Ong protestante.

Dati che certamente invitano i cristiani non solo alla riflessione, ma anche ad alzare la voce contro questi aberranti crimini, consumati – come ha affermato Papa Francesco – nel più colpevole silenzio dell’Occidente, la cui radici sono –anche se lo si dimentica troppo spesso -, decisamente cristiane. Paesi con cui l’Occidente fa lucrosi affari e stringe sostanziosi rapporti commerciali ed economici.

Il 2014 è stato un anno tremendo per quanto attiene la persecuzione dei cristiani; i numeri nella loro crudezza sono io seguenti: se nel 2012 erano stati oltre 1.201 i cristiani assassinati a motivo della loro fede, l’anno dopo era saliti a 2.123; nel 2014 sono stati ben 4.344.

Ne deriva che negli ultimi due anni – complice la nascita dello Stato Islamico in Iraq e Siria e dei terroristi di Boko Haram in parte dell’Africa, scrive ancora “Avvenire” – il numero dei cristiani uccisi è quadruplicato. L’indice di “Portes Ouvertes France” elenca una cinquantina di nazioni in cui i cristiani sono perseguitati.

Tre sono, secondo il rapporto, i Paesi in cui la persecuzione dei cristiani “è assoluta”: Corea del Nord, Somalia e Iraq. Molto forte risulta la persecuzione in Siria, Afghanistan, Sudan, Iran, Pakistan, Eritrea, Nigeria, Maldive, Arabia Saudita, Libia, Yemen e “territori palestinesi”. Nella lista dei 50 Paesi dove i cristiani sono più perseguitati figurano anche India, Egitto, Cina, Etiopia, Tanzania e Myanmar.

Certamente ben più tremenda sarà la conta dei morti del 2015: basti pensare agli attacchi ai cristiani consumati in questi primi mesi dell’anno in Nigeria, Siria e Myanmar.

Questa la mappa dei 50 Paesi, tratta dal sito di “Portes Ouvertes France”.

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