Messa per i cristiani martiri del Medio Oriente e dell’Africa

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Forti delle parole di Papa Francesco, che ha più volte invitato alla preghiera per i cristiani vittime della violenza in Medio Oriente e in Africa, i Cavalieri e le Dame dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme propongono a tutta la Comunità reggiana un momento di raccoglimento e di preghiera nel corso della Santa Messa pre-festiva che si terrà sabato 11 aprile, alle ore 18,30, presso la Basilica di San Prospero, celebrata da monsignor Gianfranco Gazzotti, padre spirituale e priore della Delegazione di Reggio Emilia.

La liturgia sarà accompagnata dagli artisti della “Cappella Musicale Polifonica”, diretti e guidati all’organo dal maestro Primo Iotti, che si esibiranno in canti e meditazioni musicali volte ad approfondire il mistero della sofferenza e del martirio dei nostri fratelli in Cristo.

Come scritto dal Santo Padre, moltissimi “credenti, sia cristiani che mussulmani, sono stati accomunati da una tragica fine, per mano di persone che si proclamano religiose, ma che abusano della religione per farne una ideologia da piegare ai propri interessi di sopraffazione e di morte”.

Basilica-di-San-Prospero

Interno della Basilica di San Propsero

 

I Cavalieri e le Dame dell’Ordine del Santo Sepolcro non sono rimasti inattivi di fronte a questi eventi che hanno scosso tutti i cittadini italiani ed i credenti in particolare. La loro missione è sostenere i cristiani dei paesi del Medio Oriente ed al loro grido di aiuto, non potendo intervenire in altro modo, hanno pensato di offrire a tutti i fedeli, i cristiani e le persone “di buona volontà”, un momento di preghiera comune. La voce di chi soffre, non deve rimanere soffocata dalle distrazioni del benessere, dalla trascuratezza e dal “pensiero comune”, ma deve trovare in Cristo la sua più vera e sincera manifestazione. Per questo è stata scelta la forza della preghiera, che può anche cambiare la storia dell’uomo, nella sua massima espressione del dono sincero a chi ha dato la propria vita per la fede e a chi ancora soffre patimenti ed umiliazioni di ogni sorta.

Il Santo Padre ha ricordato che “il sangue dei nostri fratelli cristiani è testimonianza di fede” e noi quella fede la condividiamo: non può, pertanto, mancare la nostra presenza al loro fianco, al fianco delle loro famiglie in lutto, al fianco di quanti ancora sono vittime di tanta violenza.
Siamo certi che quanto noi faremo, anche solo il dono di un’ora di meditazione e di raccoglimento, di una preghiera proclamata a voce piena nell’assemblea orante, renderà ragione della forza di Dio Padre, che nessuno dei suoi figli abbandona.
Questi nostro fratelli “sono stati assassinati per il solo fatto di essere cristiani” ha detto Papa Francesco, ma certamente il loro sacrificio ci deve essere di testimonianza. “Il sangue testimonia Cristo” ha detto il Santo Padre.

“Il nome di Gesù è stata l’ultima parola affiorata sulle loro labbra. Come nella passione dei primi martiri, si sono affidati a Colui che poco dopo li avrebbe accolti. E così hanno celebrato la vittoria che nessun carnefice potrà loro togliere. Quel nome sussurrato nell’ultimo istante è stato come il sigillo del loro martirio”. (Antonios Aziz Mina, Vescovo copto cattolico di Giuzeh).
“Dio li accolga come martiri” (Papa Francesco).

Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
Delegazione di Reggio Emilia

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