W L’AMORE, tutti i dubbi in un’Interrogazione

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Su “La Libertà” del 4 aprile 2015, a pagina 19, abbiamo pubblicato un contributo critico di Ottavia Soncini, del Pd, Consigliere regionale e vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, che esprime perplessità sulla campagna informativa W L’AMORE, “progetto di educazione all’affettività e alla sessualità della Regione Emilia-Romagna rivolto ai preadolescenti e agli adulti”. La stessa Soncini ha presentato, sullo stesso argomento, una Interrogazione che riportiamo di seguito.


 

PD, Gruppo Assembleare Regione Emilia-Romagna

Bologna, 26 marzo 2015

Alla Presidente dell’Assemblea Legislativa, Simonetta Saliera

Interrogazione a risposta scritta

Premesso che
• Seguendo le indicazioni di documenti e linee guida nazionali e internazionali (OMS 2010, UNESCO 2009, Guadagnare salute in adolescenza 2010), la Regione Emilia Romagna ha predisposto nella passata legislatura la sperimentazione e poi l’implementazione di un percorso formativo, denominato “W l’Amore”, sull’educazione sessuale rivolto ai preadolescenti e proposto alle terze classi delle scuole secondarie di primo grado.
• L’obiettivo della Regione Emilia Romagna è quello di promuovere la salute e il benessere psicologico e relazionale dei preadolescenti, per aiutarli a vivere in modo consapevole e rispettoso di sé e degli altri le proprie emozioni e relazioni, favorendo l’espressione dell’affettività nelle relazioni interpersonali, in modo da prevenire discriminazioni, pregiudizi e violenze che riguardano il genere, l’orientamento sessuale, i riferimenti socio-culturali di ciascuno.
• Il progetto “W l’amore” prende ispirazione da Long live love, a cura di Soa Aids Nederland e Rutger WFP, attivo nelle scuole dei Paesi Bassi. Esso è stato rivisto e adattato al contesto locale e sperimentato nell’anno scolastico 2013-2014 in tre scuole di Bologna, Forlì e Reggio Emilia.

Visto che
• La realizzazione dei percorsi formativi in questione ha incontrato critiche e richieste di chiarimenti da parte di genitori, associazioni e singoli cittadini.
• È stata contestata una visione non obiettiva su alcune tematiche, un’eccessiva semplificazione su altre ed in generale un approccio che non valorizza adeguatamente la corresponsabilità educativa tra famiglie e scuola, in particolare orientando di preferenza i preadolescenti all’accesso individuale ai servizi.

Considerato che
• Il condiviso obiettivo di lotta contro qualsiasi discriminazione e pregiudizio non deve necessariamente implicare un’omologazione dei comportamenti e dei valori.
• La delicatezza dei temi trattati e la possibilità di diversi approcci educativi avrebbe dovuto suggerire maggiore attenzione nell’operare una sintesi che potesse risultare più largamente condivisa.

Evidenziato che
• Il progetto è stato proposto dagli operatori degli spazi giovani agli uffici scolastici provinciali di tutta la regione. Al progetto hanno aderito le 8 AUSL (Bologna, Reggio Emilia, Piacenza, Parma, Modena, Ferrara, Imola e Romagna per i territori di Ravenna e Forlì) per un totale di 17 distretti (Bologna Città, Pianura Est, Casalecchio, Forlì, Reggio Emilia, Piacenza Città, Piacenza Ponente, Parma, Modena, Sassuolo, Carpi, Pavullo, Ferrara, Imola, Ravenna, Lugo e Faenza) su 38 presenti. Le scuole aderenti al progetto sono 36. Le classi aderenti al progetto sono 119 su 184 classi totali presenti nelle scuole aderenti (quindi il 65%)

Tutto ciò premesso interroga la Giunta per sapere:

• Sulla base di quali evidenze si è giunti a prendere ispirazione dal modello olandese piuttosto che un altro?
• In che modo è stato composto il tavolo tecnico che ha predisposto il progetto adattandolo dal citato modello delle scuole dei Paesi Bassi?
• È stato previsto un coinvolgimento delle associazioni di famiglie e docenti nella fase di elaborazione del progetto?
• Quante scuole hanno preferito non aderire al progetto e con quali motivazioni?
• Quanti genitori hanno conosciuto il progetto? Quanti hanno espresso adesione?
• Quali sono stati i costi complessivo del progetto?
• Quanti allievi hanno partecipato ai percorsi e quanti genitori alle attività preliminari di informazione?
• Se la Giunta non ritenga opportuno istituire un luogo di confronto dando rappresentanza anche alle associazioni di famiglie e docenti per valutare insieme il progetto ed eventualmente rivederlo.

Ottavia Soncini

Giuseppe Boschini

Gian Luigi Molinari

Giuseppe Paruolo

Manuela Rontini

wlamore

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura