Il convegno sulla donazione di midollo osseo

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Le testimonianze di un trapiantato e di donatore di midollo osseo e l’intervento dei medici dell’Arcispedale Santa Maria Nuova al convegno in Sala degli Specchi del Teatro Valli.

Michele Storchi è ingegnere, sposato, due figli. Aveva 51 anni quando gli fu diagnosticata la leucemia mieloide acuta. L’unico modo per salvarsi era fare ricorso alla donazione di midollo osseo. Da donatore esterno al nucleo famigliare, però, perché il fratello era compatibile solo al 50%. Ci sono voluti sei mesi affinché Michele trovasse un donatore idoneo. “Il giorno del trapianto è stato il giorno dell’inizio di una nuova vita: è una esperienza che cambia completamente il modo di pensare, di vedere le cose, di vivere” ha commentato commosso davanti a una platea attenta riunita questa mattina nella Sala degli Specchi del Teatro Valli per il convegno dal titolo “Diventa donatore di midollo osseo, diventa un eroe sconosciuto”.

Alla testimonianza di Michele, è seguita quella di Nadia Berra, che ha raccontato la sua esperienza di donatrice di sangue e di midollo osseo. Un’esperienza condivisa con la famiglia, nella piena consapevolezza di avere nelle proprie mani, e in quelle dei medici, la possibilità di salvare una vita umana. “L’intervento di espianto proprio nel giorno del mio compleanno – ha spiegato Nadia, trattenendo a stento le lacrime – ed è stato il regalo più bello che io abbia mai ricevuto”.
Nadia fa parte di quell’esercito di 4525 potenziali eroi sconosciuti residenti in Emilia Romagna iscritti a Admo (Associazione donatori midollo osseo). Di questi, il 54% ha tra i 18 e i 25 anni.

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I relatori del convegno

 

Per essere donatori di midollo osseo è necessario avere un’età compresa tra i 18 e 35 anni, ma nel registro dei donatori ci si rimane fino a 55 anni. “Admo e Avis lavorano insieme per restituire sogni a chi viene tolta la speranza del domani. Per questo l’obiettivo che ci siamo prefissati – ha annunciato la presidente regionale di Admo, Rita Malavolta – è di raggiungere nei prossimi tre anni la quota di 25mila donatori nella sola Emilia Romagna”.

Le relazioni del dottor Francesco Merli, del reparto di Ematologia dell’Arcispedale Santa Maria Nuova, del dottor Roberto Baricchi, direttore della Struttura complessa di Medicina trasfusionale, e della dottoressa Angela Mazzi, responsabile del Laboratorio di Tipizzazione tissutale, Criobiologia e Medicina rigenerativa dell’Arcispedale reggiano, moderate dal dottor Salvatore De Franco, direttore del Servizio formazione, qualità, rapporti con Università e terzo settore dell’Arcispedale cittadino, in apertura del convegno hanno spiegato le cause e le conseguenze delle malattie del sangue – come leucemie, linfomi, patologie autoimmunitarie – che determinano quadri clinici estremamente gravi e complessi la cui unica possibilità di salvezza è il trapianto.

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Antonella Messori

L’iniziativa – promossa da Lions Club Reggio Emilia La Guglia-Matilde di Canossa, con la partecipazione del Lions Canossa Val d’Enza e Lions Regium Lepidi e Cispadana, e patrocinata da Arcispedale Santa Maria Nuova, Grade e Admo – è stata salutata con grande soddisfazione dalla dottoressa Antonella Messori, alla sua prima uscita pubblica in qualità di nuovo direttore generale dell’azienda ospedaliera IRCCS-Arcispedale Santa Maria Nuova. “Ho guardato con grande attenzione il video presentato da Admo, dedicato in particolare ai bambini malati in attesa di trapianto – ha esordito la dottoressa Messori – sono medico pediatra e conosco le difficoltà con cui si confrontano ogni giorno i medici per trovare donatori compatibili. Il nostro ospedale è all’avanguardia, dotato delle tecnologie più innovative e possiamo contare sulla competenza e la passione dei nostri professionisti. Noi lavoriamo per la tutela e la salute dei cittadini e anche dei tanti malati che arrivano da fuori provincia, ma dobbiamo ricordare che ognuno di noi è responsabile della sua salute e di quella degli altri. La salute – ha concluso la dottoressa Messori – è una costruzione collettiva di cui tutti possono essere protagonisti e oggi spieghiamo come tutti, con un piccolo gesto, abbiamo la possibilità di donare la vita”.

I lavori si sono conclusi con la presentazione e la premiazione dei progetti scolastici realizzati dagli studenti delle classi 5°A, 5°F, 4° e 5° H del Liceo artistico “Chierici” di Reggio Emilia ispirati al concetto del dono, declinato secondo le diverse discipline artistiche applicate dalla creatività dei ragazzi. Cristina Campari, presidente del Lions Club Reggio Emilia La Guglia-Matilde di Canossa, ha consegnato nelle mani della professoressa Maria Grazia Diana, preside dell’Istituto, una borsa di studio e una targa di riconoscimento per la partecipazione e l’impegno, quindi ha premiato tutti i progetti presentati che sono stati ritirati da Jessica Poli e Valentina Favali per la classe 5°F, che hanno proposto un’opera in cartongesso e un manifesto artistico, Alice Varini per la classe 5°A, che ha presentato una maglietta colorata, e Giuseppe Raia per la classe 5°H che ha realizzato un video professionale.

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Maria Grazia Diana, preside dell’istituto Chierici, e i ragazzi premiati

La giornata è stata salutata con soddisfazione e riconoscimento per la folta partecipazione anche dal governatore del Distretto 108 Tb, Enrico Malucelli, presente all’iniziativa, che ha sottolineato la straordinaria capacità dei Lions, attivi con i propri club in 198 nazioni del mondo, di rispondere ai bisogni delle persone e del territorio. “Una rete straordinaria di persone attente e sensibili – ha sottolineato il professor Malucelli – che si dedicano alla costruzione di attività di service che per molti si traducono in una speranza concreta di un futuro migliore, perché la bellezza del futuro appartiene a chi crede alla bellezza dei propri sogni: facciamo che questo diventi il motto di ogni giorno della nostra vita”.

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La platea al convegno

 

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