Il matematico Paolo Ruffini

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Reggio vanta una notevole “galleria” di scienziati, la cui figura ed opera non è sempre adeguatamente conosciuti.

Per iniziativa di Biblioteca Provinciale Cappuccini, Associazione BUS 74, Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi, Libera Università il Crostolo, in collaborazione con Dipartimenti di Scienze e Metodi dell’Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Centro Studi “Lazzaro Spallanzani e Società Reggiana di Studi Storici, è organizzato nei mesi di marzo e aprile un ciclo di cinque incontri dedicati ad altrettanti grandi scienziati reggiani: I GRANDI REGGIANI SUL SENTIERO DELLA SCIENZA.

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Tutti gli incontri si svolgono presso la Sala “Gino Badini” della Biblioteca Cappuccini in piazza Vallisneri 1 – Reggio Emilia.

Il secondo appuntamento, in programma mercoledì 11 marzo alle ore 17.00, è dedicato al matematico Paolo Ruffini; coordina Luigi Grasselli; intervengono Francesco Barbieri e Franca Catellani.


 

I GRANDI REGGIANI SUL SENTIERO DELLA SCIENZA

Il matematico Paolo Ruffini

Paolo Ruffini, matematico e medico. Nato il 23 settembre 1765 a Valentano, presso Roma, ove il padre, reggiano, esercitava la professione di medico. Ritornato in Emilia verso il 1770, compì i primi studi parte in Reggio e parte a Modena; si dedicò poi allo studio della matematica e della medicina nell’Università di Modena. Completata la facoltà medica nel 1788, fu Professore di Istituzioni analitiche presso l’Ateneo modenese dal 1787 al 1798. Durante il periodo napoleonico rifiutò di prestare il giuramento civico e, ridotta l’Università di Modena a liceo, insegnò matematica applicata presso la scuola militare di artiglieria e genio. Restaurato l’Ateneo ducale, ne divenne Rettore fino alla morte avvenuta nel 1822.

Presidente della Società italiana delle scienze, detta dei XL, fu in corrispondenza coi principali scienziati dell’epoca. Le sua fama è legata al teorema che porta il suo nome, insieme ad Abel e Galois, relativo alla impossibilità di determinare procedimenti generali di risoluzione “per radicali” – ossia facendo uso unicamente delle operazioni elementari e della estrazione di radice – delle equazioni algebriche di grado superiore a quattro.

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