Scuola di formazione civica a Reggio

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L’associazione Presenza e l’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi, in collaborazione con Azione Cattolica, Comunione e Liberazione, Familiaris Consortio, Forum Famiglie, Centro Culturale Blaise Pascal, Ufficio Diocesano Beni Culturali, Museo Diocesano, organizzano una scuola di formazione civica dal titolo “La prima politica è vivere”.

Le date degli incontri, che si svolgeranno presso il Battistero cittadino in Piazza Prampolini a Reggio Emilia alle ore 21, sono:

  • 20 febbraio 2015 “Democrazia oggi” relatore Roberto Pertici
  • 27 marzo 2015 “Diritti individuali e doveri verso la comunità” relatore Francesco D’Agostino
  • 10 aprile 2015 “Ideologia e verità” relatrice Giovanna Parravicini
  • 22 maggio 2015 “Lavoro come intrapresa” relatore Giorgio Vittadini
  • 18 settembre 2015 “La famiglia oggi” relatrice Giovanna Rossi
  • 16 ottobre 2015 “Le sfide dell’impegno politico oggi” relatore Mauro Magatti

Alcune mostre accompagneranno gli incontri e metteranno in evidenza la vita di alcuni “testimoni” che si sono distinti per la loro dedizione al bene comune e la loro santità operativa, come Giuseppe Castagnetti, Vàclav Havel, Alberto Marvelli, Giorgio La Pira, Pasquale Marconi, Tommaso Moro.

Si possono prenotare visite guidate.

La partecipazione agli incontri è comunque gratuita e aperta a tutti.

 

 

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Perché una scuola civica

Nell’attuale situazione sociale e politica emerge in modo sempre più evidente un totale disinteresse per la persona, come valore primario e di conseguenza per la vita della città (polis).
Con la crisi delle idee e degli ideali la politica diventa il perseguimento del proprio interesse, del proprio partito a scapito del bene comune. Questa riduzione viene applicata in modo sistematico dai singoli politici e dalle istituzioni, (che sono lo specchio della società) raggiungendo oramai dei livelli di degrado insostenibili.
Si aggiunge che tutto questo accade mentre il paese è attraversato da una crisi economica ma soprattutto morale e umana senza precedenti: nel 2013 in Italia il 12,6% delle famiglie è in povertà relativa, il 7,95 in povertà assoluta, 3 milioni di giovani sono fermi e non cercano più lavoro. Nel 2013 in Italia hanno chiuso in media 54 imprese ogni giorno, due ogni ora. Lo scorso anno su tutto il territorio nazionale si sono registrati 14.269 fallimenti, in crescita del 14% rispetto al 2012 e del 54% rispetto al 2009
Di fronte ad una situazione del genere, comprendiamo che la tentazione di lasciarsi andare ai soliti lamenti, cercando la colpa negli altri, è molto forte. Ma questo atteggiamento genera solo cinismo, sfiducia insoddisfazione e soprattutto si è fermi, bloccati.

Che cosa ci interessa
Sentiamo il bisogno di ripartire, di essere protagonisti in prima persona della nostra vita.
La prima politica è vivere vuol dire che prima ancora di aspettarsi dalla politica la salvezza, ognuno di noi nella propria vita può essere protagonista perchè la realtà è positiva, segno di un Mistero buono che fa tutte le cose; nessun potere potrà eliminare il nostro desiderio di felicità giustizia, bellezza, interesse per il bene dell’altro. Pensiamo che una scuola civica, che ci educhi a mettere in gioco queste certezze, possa essere una vera novità.

Come vogliamo lavorare

Siamo consapevoli che la politica se è per ricostruire, deve puntare sulla condivisione, su ciò che unisce e non su ciò che divide. La condivisione in politica è per il bene comune. In questa proposta non possiamo prescindere da quello in cui ognuno di noi crede, dalla propria storia, dalla propria identità. Per dialogare c’è bisogno di approfondire ciò che si è, capire quale è la natura del nostro soggetto. Solo così si scopre che l’altro prima di essere un avversario politico è una ricchezza. Desideriamo edificare un ponte verso ogni uomo. Ma per fare un ponte bisogna avere delle fondamenta solide con dei pilastri solidi. Senza di essi i ponti non reggono. Alla luce di questo metodo vogliamo promuovere nella nostra terra il dibattito culturale e sociale all’interno di una riscoperta della vocazione politica di ognuno, mettendo a tema i diversi aspetti della vita dell’uomo e della città.
Appartenenza, gratuità, sacrificio, solidarietà, sussidiarietà sfidano ciascuno di noi ora.
Siamo invitati a una presenza. Solamente una presenza.

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