Pietra di Bismantova, patrimonio di tutti

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Alla luce dell’evento di grave pericolo che si è prodotto il 13 febbraio alla Pietra di Bismantova, il Parco Nazionale Appennino Tosco Emiliano sottolinea le fondamentali esigenze che si propongono in termini immediati, in funzione della conservazione, della gestione e degli usi di questa montagna, che è patrimonio nazionale.

Il crollo dalle pareti del 13 febbraio è un fatto molto serio. Non lascia le cose come prima. Impone di alzare la soglia delle precauzioni sia per l’entità del distacco e il rischio gravissimo che si è concretizzato, sia per il luogo, assolutamente il più importante, il più rappresentativo e più frequentato, sia perché segue “altri crolli” registrati nelle aree circostanti in tempi molto recenti e stretti. Questa contiguità temporale e spaziale se, di per sé, non “certifica” nulla, comunque segnala ulteriormente un dovere di approfondimento e monitoraggio più elevati e di prudenza nella gestione del rischio.

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La “Pietra” deve ritornare il più presto possibile aperta e fruibile. L’obiettivo di innalzare la soglia di precauzione va misurato e valutato in relazione al valore culturale e spirituale e al valore identitario e al valore d’uso della Pietra di Bismantova, ora patrimonio del Parco Nazionale, montagna vera, abitata e frequentata da millenni. Mentre vanno circoscritte subito l’area e le modalità delle indispensabili misure di accresciuta precauzione, che non potranno essere di pochi giorni, vanno contemporaneamente sottolineate e sostenute tutte le opportunità di frequentazione e uso della Pietra di Bismantova che non sono messe in forse e in pericolo dell’accaduto.

Ragionando sulla base di queste due fondamentali esigenze il Parco Nazionale propone le ulteriori seguenti riflessioni:

  • Adottare l’idea e il concetto di precauzione – piuttosto che di “sicurezza”!
  • L’espressione “messa in sicurezza” è espressione di significato e valore relativamente alto per realizzazione di costruzioni o sistemi artificiali. Non può applicarsi alle montagne e ai pericoli di montagna in genere.

Più corretto è parlare di “precauzione” secondo il concetto codificato dal principio europeo, basata su ragionevoli e razionali “approcci di rischio”.

Giusta è stata la scelta di basarsi su questo approccio anche negli anni più recenti. Gli studi e i monitoraggi attualmente in corso vanno confermati, estesi e finalizzati, per arrivare, per quanto possibile, a fare permanentemente delle informazioni derivate, la base delle misure di precauzione e della loro gestione nel tempo.

Dal punto di vista di un ragionevole approccio di rischio di applicazione di principi di precauzione , va considerato in termini diversi il “rischio accettabile” per le attività di alpinismo ed escursionismo, da quello accettabile per attività di frequentazione civile, religiosa o genericamente di turismo e ristorazione alberghiera.

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L’accaduto deve suggerire di potenziare e moltiplicare gli sforzi (per esempio il progetto “La Bismantova e il prossimo laboratorio/scuola “Primavera a Bismantova”) per mettere in valore tutta la Pietra di Bismantova, intesa come area vasta, comprensiva della fascia agricola , dei borghi, dei dintorni, per moltiplicare gli accessi e la fruizione turistica e paesaggistica . Le valenze della Pietra di Bismantova sono molteplici. L’accaduto e la sua localizzazione – mettono in causa essenzialmente la fruizione religiosa e alpinistica. Si tratta di valenze tra le più centrali e attrattive. Dopo aver precisato e circoscritto le indispensabili misure di precauzione, è necessario attivare  in compenso congrue iniziative, in modo che tali attività e centri di interesse possano essere mantenuti vivi a Bismantova anche nel periodo, per ora di durata non prevedibile, di rimozione dei massi caduti e di definizione di regole e strumenti di precauzione nella zona del Santuario e dintorni. Tutte le altre valenze – agricole, paesaggistiche, escursionistiche, sportive, storico archeologiche, letterarie e culturali e turistiche in genere sono tutt’ora pienamente fruibili.

Per la Pietra di Bismantova si tratta di un passaggio molto delicato, ma anche importante per il futuro e le prospettive del progetto strategico di conservazione e valorizzazione connesso all’inserimento nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano.

Le misure di emergenza e precauzione e le iniziative di sostegno devono tener conto delle linee strategiche già individuate e degli atti di indirizzo e programmazione già assunti e condivisi – a partire dalle delibere del Consiglio Comunale di Castelnovo ne’ Monti concertate col Parco Nazionale.

Gli approfondimenti necessari e, a maggior ragione, le iniziative di sostegno, in questa fase delicata dovranno essere condotte attraverso un ampio coinvolgimento dei diversi portatori di interesse e della cittadinanza.

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