L’umile educatore di passioni

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“L’educatore sportivo è innanzitutto un animatore, colui che deve aiutare a far sì che si accenda una scintilla, che i ragazzi si divertano, capace di reinventare istantaneamente metodi che risveglino interessi e passioni e, soprattutto, deve essere segnato da profonda umiltà e da un profondo spirito di servizio”.

Così Andrea Lucchetta, campione mondiale di pallavolo, ha disegnato i tratti della figura del protagonista del convegno promosso da Confcooperative e Irecoop (l’istituto di formazione della centrale cooperativa), cioè proprio quell’educatore sportivo le cui competenze tecniche e pedagogiche sono ritenute fondamentali per motivare e rimotivare i giovani verso una pratica che ha forti implicazioni di natura fisica, psicologica e sociale.

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Un’esperienza autorevole e affascinante, quella portata da Lucchetta, in cui si sono intrecciate esperienze dirette, e non solo riflessioni, sul rapporto con i bambini, con le famiglie, con la disabilità, avendo come collante la serie di cartoni animati prodotti per la Rai TV in cui in primo, forse per la prima volta, non sono messe in evidenza le performance agonistiche di un team sportivo, ma i valori di lealtà, coraggio, responsabilità che uniscono i protagonisti.
Il confronto organizzato da Confcooperative e Irecoop è giunto al termine del corso di formazione per “Educatore sportivo” curato da Irecoop con il contributo della Provincia di Reggio Emilia: 300 ore di lavoro (di cui 120 di stage) sul ruolo di una figura chiamata a guidare quella che è stata definita una vera e propria “palestra di cittadinanza”, perché nello sport avviene la mediazione con la diversità, si sperimenta la cooperazione e si sviluppa nei giovani quel senso di autostima che in altri contesti viene meno.

I lavori – coordinati da Roberto Magnani, responsabile del settore sociale e cultura e sport di Confcooperative – sono stati aperti dai saluti degli esponenti di Confcooperative (Gino Belli, membro del Consiglio di presidenza), Csi (il presidente Davide Morstofolini) e Uisp (il direttore Giorgio Gollini), cui ha fatto seguito un focus sulla formazione, le competenze e il valore dell’educatore sportivo a cura del responsabile della Sede reggiana di Irecoop, Pietro Quartani.

Dopo la relazione di Lucchetta, spazio alle testimonianze di quanti hanno partecipato al corso di formazione realizzato da Irecoop: con il coordinamento di Andrea Grossi – partecipante al corso e già in forza alla Fortitudo di Bologna – si è parlato di sport e famiglia, pratica sportiva legata a disabilità e malattie mentali, sport come modello di inclusione sociale e dei nuovi strumenti socio-educativi per lo sviluppo dell’atleta.
I lavori sono stati conclusi da Maurizio Marano, direttore della scuola dello sport del Coni Emilia-Romagna.

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