Il Natale delle piccole e semplici cose

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“Ora ascoltate l’annuncio mio, stanotte è nato il Figlio di Dio. In quella grotta lo troverete, fate presto da lui accorrete…”

Intonando canti natalizi, i bambini hanno accolto i genitori a scuola per festeggiare il Natale con una cena in famiglia nello spirito della tradizione.

I nonni che hanno vissuto i loro primi Natali molti anni fa ci hanno raccontato di presepi costruiti con corteccia e muschio, di rametti addobbati con caramelle e mandarini al posto dell’abete di Natale, di attese interminabili davanti alla finestra per vedere Santa Lucia e di quando ci si ritrovava davanti al presepe della chiesa per recitare la poesia.
Decorazioni, canti, calendario dell’avvento, vangeli della Natività tutto ci ha portato a scoprire e conoscere un altro Natale lontano dal mondo della luce elettrica, della televisione, dei regali costosi: il Natale delle piccole e semplici cose, del Rosario nella stalla, della Messa di mezzanotte, della letterina per il papà nascosta sotto il piatto la sera della Vigilia e di un’emozione da togliere il fiato nell’attesa di quella lettura che poteva portare l’unico piccolo regalo dei Natali di una volta.
La scuola si è rivestita di tracce natalizie: il caminetto in salone a ricreare il tepore del focolare, le tende di pizzo di una bisnonna, le tovaglie rosse, arricchite da centrotavola di corteccia, arance essiccate e aghi di pino, l’ingresso come un sentiero di luce profilato di candele e stelle di carta. Tutto, nelle serate dedicate alle cene in famiglia, invitava a vivere il Natale con il calore e l’attesa trepidante che un tempo scaldava il cuore dei bambini che oggi sono i nostri nonni.

Carmela Adani

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