L’Ovile e Family Audit

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Migliori condizioni di lavoro e un supporto diretto alle famiglie favoriscono un clima aziendale più sereno con vantaggi concreti anche su produttività e occupazione: è quanto emerge dai risultati della sperimentazione nazionale del Family Audit, partita a seguito del protocollo d’intesa sottoscritto nel 2010 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla Provincia autonoma di Trento e rinnovato giovedì 4 dicembre nel capoluogo trentino nell’ambito del Festival della Famiglia 2014. Tra le 50 aziende italiane impegnate nella sperimentazione nazionale con misure e azioni innovative per conciliare i tempi di vita con quelli di lavoro c’è anche la Cooperativa sociale L’Ovile di Reggio Emilia, che dal 1993 costruisce percorsi di promozione umana con persone in situazione di svantaggio, disagio sociale ed economico, attraverso l’inserimento lavorativo e l’accoglienza.

Il primo periodo di sperimentazione previsto dal Family Audit è durato 6 mesi e ha visto la cooperativa reggiana, attraverso l’impegno di due gruppi di lavoro interni, individuare e programmare trentatré iniziative specifiche da realizzare entro il 2016, finalizzate sia a consentire una migliore armonia tra vita lavorativa e vita privata dei dipendenti sia a favorire maggiori opportunità di accesso a servizi presenti sul territorio capaci di facilitare l’organizzazione della vita familiare.

Questa prima fase – sottolinea la responsabile del progetto per la cooperativa L’Ovile Elena Frascaroliha consentito di definire un piano delle attività con scadenza triennale e di ottenere la certificazione Family Audit nel 2013. La prima annualità si è svolta soprattutto attraverso diverse iniziative di ascolto dei lavoratori e con l’avvio delle prime azioni previste, che vengono monitorate attraverso rendicontazioni puntuali e visite periodiche dei valutatore del Family Audit”.

Tra le trentatré azioni individuate rientrano lo studio di fattibilità per l’introduzione del telelavoro a domicilio in alcuni giorni della settimana, la formazione reciproca, la promozione del lavoro in team e alte misure finalizzate ad aumentare la felssibilità degli orari, migliorando al contempo i risultati lavorativi e la gestione delle assenze. Mentre iniziative come l’attuazione di convenzioni ad hoc con alcuni servizi presenti sul territorio – dall’officina meccanica a quella delle biciclette – la creazione di un gruppo di acquisti aziendale, l’allestimento di un internet point interno e la messa a disposizione di alcuni servizi aziendali (stampante, fax, fotocopiatrice) ai dipendenti sono state individuate per permettere a questi ultimi di accedere a servizi utili risparmiando tempo negli spostamenti.

Fin da subito – sottolinea Elena Frascaroli – il Family Audit ha promosso l’introduzione di nuovi benefit a favore dei soci-lavoratori e ha sollecitato una riflessione interna sulla cultura organizzativa della cooperativa. Ogni anno vengono raccolti dati relativi a ciascun dipendente in merito alla sua situazione contrattuale, ai tempi di lavoro e alle sue esigenze di cura familiare, per aggiornare l’organizzazione delle attività e individuare le migliori condizioni di conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro”.

Al termine della sperimentazione, il Family Audit all’interno della cooperativa L’Ovile si tradurrà anche nel potenziamento stabile di alcuni servizi per i dipendenti già presenti, come lo sportello di segretariato rivolto ai dipendenti stranieri per il rinnovo dei documenti e di altre pratiche burocratiche,e nella nascita di nuovi, come lo studio di fattibilità per l’attivazione di borse di studio assegnate ai figli dei lavoratori sulla base del reddito e del merito scolastico.

Valerio-Maramotti

Valerio Maramotti, presidente della cooperativa sociale L’Ovile

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