La mia regola è il cielo

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La copertina del libro

Venerdì 12 dicembre, ore 21, al Piccolo Teatro in piazza a Sant’Ilario, presentazione della biografia di don Pietro Margini (1917-1990), sacerdote della Diocesi di Reggio Emilia – Guastalla e parroco per trent’anni di Sant’Ilario d’Enza, dove ha consacrato la propria vita alla formazione spirituale delle coppie e delle famiglie, realizzando – annotano gli autori – “una duplice grande impresa: la conversione di un’intera parrocchia e l’accompagnamento di un gran numero di laici, uomini e donne, nel cammino dell’universale chiamata alla santità. Con lo sguardo costantemente fisso a un’unica meta per sé e per le anime che gli sono affidate: La mia regola è il cielo”.

Il libro porta la Prefazione di Massimo Camisasca, oggi Vescovo della stessa diocesi, che scrive: “Non ho mai conosciuto don Pietro Margini durante la sua vita sulla terra. E mi dispiace. Nel corso di questi primi due anni del mio episcopato a Reggio Emilia ho incontrato tante figure di sacerdoti del recente passato, ora scomparsi. Alcuni sono stati creatori di opere educative e sociali, altri anche iniziatori di Istituti. Non posso che conoscerli se non attraverso i loro figli spirituali, i loro scritti, le biografie che sono state redatte finora su di loro. Così sto facendo anche per don Pietro Margini. E questo libro è un’ottima occasione per me di approfondire, non solo la conoscenza, ma anche il rapporto personale con lui”.

Si tratta di un lavoro a più mani che unisce due coppie di sposi accomunate in modo singolare da una profonda affinità di esperienze. Da un lato quella vissuta da Ludmiła e Stanisław Grygiel a Cracovia con due sacerdoti, Jan Pietraszko (1911-1988) – Servo di Dio, loro comune padre spirituale – e Karol Wojtyła, con il quale, una volta asceso al soglio di Pietro, è continuata a Roma una lunga familiare frequentazione per l’intero arco del pontificato. Da un altro lato l’esperienza santilariese di Rita e Vittorio Moggi, figli spirituali di don Pietro e membri di una delle prime piccole comunità di famiglie che sono nate dal suo cuore sacerdotale.

Si tocca qui un aspetto fondamentale dell’esistenza di questo Sacerdote, l’essersi speso fino alla fine, nonostante l’acuirsi delle malattie che l’hanno sempre segnato, per indicare la “meta alta” della santità. Le coppie e le famiglie unite in piccole comunità diventano così realmente Chiesa che evangelizza e che risponde alla sfida antropologica della nostra epoca.

Un libro quindi di grande interesse e attualità in un momento di tanto travaglio per il Matrimonio e la Famiglia, ricco anche di spunti per un fattivo coinvolgimento di chi legge sui temi del Sinodo.

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