Il Primo Tricolore alla Nazionale Amputati di calcio

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“Se è vero che lo sport è metafora della vita, voi ne siete i testimoni, la dimostrazione reale di quanto questo sia vero. Avete sognato e con coraggio avete realizzato il vostro sogno di essere atleti, avete abbattuto le barriere fisiche e prima di tutto culturali che spesso ci dominano ed aiutate noi tutti a superarle”. Lo ha detto il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, rivolgendosi alla squadra Nazionale italiana di Calcio Amputati, a cui ha consegnato il Primo Tricolore.

La Nazionale era rappresentata dalla presidente della Nazionale e referente nazionale Sport e Disabili del Centro sportivo italiano (Csi) Anna Maria Manara e dal capitano della squadra, il correggese Francesco Messori, quindicenne che ha fortemente voluto la costituzione della Nazionale di calcio Amputati. Con loro anche un’ampia rappresentanza della Nazionale, in questi giorni in ritiro a Correggio, per prepararsi al Mondiali che si giocheranno prossimamente in Messico. Presente inoltre una rappresentanza della polisportiva Virtus Correggio, club in cui milita lo stesso Francesco Messori.

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Il sindaco Vecchi consegna il Tricolore al capitano della nazionale Francesco Messori e ad Anna Maria Manara

All’incontro hanno partecipato inoltre il viceprefetto vicario di Reggio Emilia Adriana Cogode, che ha dedicato attenzione a sport e disabilità, di recente, quale commissario del Comune di Correggio; il vicesindaco e assessore al Welfare di Reggio Emilia Matteo Sassi e l’assessore allo Sport di Correggio, Elena Veneri; e Paolo Guidetti, vicepresidente della società Spal, sponsor della Nazionale.

“Il nostro desiderio – ha continuato il sindaco Vecchi – è che il superamento di queste barriere possa avvenire in tutto e a cominciare dalle discipline sportive, anche sul piano normativo, superando concretamente le distinzioni fra abilità e disabilità. Francesco Messori ha già dimostrato che ciò è possibile, disputando match con altri atleti normodotati”.

“Con la vostra esperienza, la vostra storia sportiva e umana – ha concluso il sindaco Vecchi – non solo dimostrate la possibilità di superare i propri limiti e anche di vincere una partita sul campo e nella vita, ma siete anche siete portatori di valori che chiamano in causa e stimolano tutta la comunità, perché sono valori, impegno e idee che caratterizzano l’essere buoni cittadini. Per questo credo sia quanto mai giusto e significativo farvi dono del Primo Tricolore, vessillo che è ‘padre’ della nostra Bandiera nazionale”.

La presidente Manara ha spiegato, fra l’altro, che “la Nazionale di calcio Amputati è costituita da 20 atleti provenienti da 10 regioni italiane. Se da una parte ci interessa è importante l’impegno sportivo, dall’altra solo le persone ad essere per noi al primo posto” e ha citato due esempi, due storie di vita, di atleti della Nazionale: quella di Salvatore, divenuto disabile nel corso della Missione di pace italiana in Libano e quella di Daniel, giocatore professionista normodotato, che ha perso un braccio a seguito di un’operazione chirurgica malriuscita dopo un banale infortunio e che ora è portiere della Nazionale.

Ricevuto il Primo Tricolore, la presidente Manara ha donato al sindaco Vecchi il gagliardetto simbolo della Nazionale di Calcio Amputati, un pallone dedicato alla giornata di oggi.

Su una pubblicazione dedicata alla Nazionale, si leggono alcune righe del poeta Goethe: “Qualsiasi cosa fai o sogni di fare, comincia a farla… nell’audacia c’è genio, potere e magia”. Un progetto di vita, oltre che di sport.

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