Dopo 70 anni Primo Bianchi torna a casa

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Dopo oltre settant’anni in terra straniera, Primo Bianchi riposerà nel cimitero del suo paese.

Domenica 26 ottobre i villaminozzesi accoglieranno le spoglie del fante morto il 7 luglio 1944 in un campo di prigionia in Germania e gli renderanno onore, anche a ricordo “delle moltissime altre vittime, civili e soldati – sottolinea il sindaco Luigi Fiocchi – che la nostra gente ha pianto a causa della seconda guerra mondiale.  Un tributo di sangue per il quale il nostro territorio è stato fregiato della medaglia d’argento al valor militare”.

Dopo la messa celebrata in suo onore, alle 10.30 nella chiesa parrocchiale del capoluogo, alla presenza dei parenti di Bianchi e di numerose autorità, la cerimonia proseguirà con un corteo in piazza della Pace, che prevede, fra l’altro, la deposizione di una corona al monumento ai caduti di tutte le guerre.

La manifestazione, che è indetta dal Comune in collaborazione con le Associazioni partigiane e Istoreco (Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea in provincia di Reggio Emilia) e con il patrocinio delle Associazioni locali degli alpini, dei carabinieri e della Croce verde, prevede poi il saluto e il ricordo del soldato di Villa Minozzo da parte del primo cittadino Fiocchi e di Danilo Morini, presidente provinciale dell’Associazione nazionale liberi partigiani italiani.

“La cerimonia – spiega inoltre Luigi Fiocchi – avrà termine con una breve testimonianza di un familiare di Primo Bianchi, nato il 10 dicembre 1924, che, a seguito dell’armistizio dell’8 settembre 1943, fu catturato dalle truppe naziste, a Reggio Emilia, mentre stava cercando di rientrare a casa, e fu quindi internato in terra tedesca, nello stalag XI-B, che si trovava in prossimità della città di Fallingbostel, in Bassa Sassonia”.

Conclude il sindaco: “Là, dopo nemmeno un anno, il nostro soldato si spense, quando ancora non aveva compiuto vent’anni, ufficialmente a causa di una tubercolosi polmonare, ma molto probabilmente a seguito di stenti, percosse e malnutrizione. La sua salma fu poi portata nel cimitero militare italiano di Amburgo. Ed ora, finalmente, i suoi resti sono tornati tra noi”.

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