Riapre il Museo della Ghiara dopo il restauro

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Riaprirà al pubblico sabato 25 ottobre, dopo un significativo intervento di restauro e di riallestimento delle collezioni, il Museo della Basilica della Ghiara, che ospita una delle più preziose raccolte d’arte della città e testimonia il forte legame che unisce Reggio al culto della Vergine.

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Corona laterale presente al museo

La collezione, che raccoglie gli oggetti e le opere che nel corso dei secoli sono pervenuti al Tempio in segno di devozione verso l’immagine miracolosa della Madonna, è stata arricchita in occasione del restauro da opere di pregio che sabato saranno visibili al pubblico. Alle ore 16.30 presso la sala conferenze del chiostro piccolo della Basilica della Ghiara (corso Garibaldi 44), verrà illustrato l’intervento che ha permesso di valorizzare il patrimonio artistico del Museo e di ampliare la collezione facendo confluire in questo luogo un corpus di opere, prima collocate in spazi diversi, dedicate al tema della Madonna della Ghiara. Dopo l’illustrazione dell’intervento seguirà una visita guidata ai nuovi spazi, occasione preziosa per visitare il Museo che sarà successivamente aperto su appuntamento o in occasione delle festività. Saranno presenti il sindaco di Reggio Luca Vecchi, padre Cesare Antonelli dei Servi di Maria, Gino Farina, presidente della Fabbriceria della Ghiara, Elisabetta Farioli, dirigente dei Musei civici, e Domenica Tassoni, presidente di Soroptmist International Club.

Brochure

LA NUOVA COLLEZIONE – I lavori di restauro e di riorganizzazione degli spazi sono stati occasione per arricchire il percorso espositivo con una serie di opere legate alla Basilica della Ghiara o riferiti alla celebre iconografia della Madonna col Bambino, in precedenza esposte ai Musei civici o custodite nei magazzini dei musei, che ora entrano a far parte di un ‘corpus’ più organico dedicato alla Vergine della Ghiara.
Tra queste il dipinto di Carlo Bononi, dal titolo Beata Vergine della Ghiara, del XVII secolo, acquistata sul mercato antiquario nel 1986 dalla direzione dei Musei civici e le cui dimensioni ridotte fanno pensare ad un oggetto di devozione privata.
Sono entrate inoltre a far parte della collezione di corso Garibaldi anche due grandi tele di Carletto Caliari e Giuseppe Romani, già appartenenti al patrimonio della Basilica della Ghiara e per vicende differenti giunte ai Musei civici, un gruppo scultoreo acquistato negli anni Ottanta e un’opera di Biagio Spagni che ornava originariamente l’altare dell’Oratorio degli Infermi dell’ospedale cittadino.
L’iconografia della Madonna della Ghiara si contraddistingue per la sua unicità che la rende facilmente riconoscibile in tutto il mondo. La Madonna, infatti, posta al centro della composizione, si volge verso il Bambino in atto di adorazione e intermediazione tra Dio e l’Umanità, chiedendo per quest’ultima misericordia. Il Bambino, seduto a terra su un cuscino regale coperto dal lenzuolo della sindone e non sulle gambe della madre, si volge a lei con sguardo amorevole rispondendo alle sue implorazioni con gesto benedicente.

L’INTERVENTO – L’intervento ha comportato il rifacimento dell’impianto illuminotecnico secondo più moderne soluzioni tecnologiche, il risanamento e il ritinteggio delle superfici murarie, in parte ammalorate dall’umidità, il riallestimento del vestibolo d’ingresso e la revisione e l’arricchimento degli apparati didascalici per una migliore presentazione delle collezioni al pubblico. È stata inoltre sostituita la bacheca della Corona, oggetto simbolo del Museo, per una maggiore valorizzazione dell’opera che è oggi protagonista dell’allestimento.
L’intervento è stato realizzato, con la collaborazione scientifica della Fabbriceria Laica del Tempio della Ghiara e della Direzione dei Musei civici, grazie all’impegno di Soroptimist International Club di Reggio Emilia in occasione del cinquantesimo anniversario della sua fondazione. Diversi gli sponsor che hanno collaborato: Credem, EdilGrisendi, Kerakoll, Antico Cotonificio Veneziano, Tecton, B&B, Viabizzuno, Cacciavillani, Arte Arredo.

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La Madonna della Ghiara di Bonone

IL MUSEO – Istituito nel 1982 per volontà della Fabbriceria del Tempio e dei Musei civici – di cui rappresenta una collezione – e allestito in alcuni locali al piano terreno del corpo di fabbrica che separa i due chiostri del convento, il Museo della Basilica della Ghiara assolve il fondamentale compito di conservare e valorizzare gli episodi di maggior rilevanza del patrimonio artistico della basilica.
In esso è esposta parte degli oggetti che nel corso dei secoli sono pervenuti al tempio in segno di devozione verso l’immagine miracolosa della Madonna. Ancora prima della posa della prima pietra della nuova chiesa, infatti, cominciarono ad affluire al convento grandi quantità di offerte in denaro e oggetti preziosi che, non solo servirono come fonte economica alla realizzazione dell’edificio, ma costituirono il primo nucleo di oggetti che diedero origine al Tesoro della Basilica. Sebbene molti di questi oggetti siano andati perduti nel corso degli anni per diverse ragioni, non ultima quella legata alle requisizioni avvenute tra la fine del XVIII e il principio del XIX secolo, tuttavia il patrimonio che esso conserva restituisce un’idea della grande quantità
e ricchezza dei donaria che affluivano senza sosta al Convento dei Servi. I donatori sono spesso, oltre che confraternite e corporazioni cittadine, illustri personaggi della nobiltà italiana. Il Museo della Ghiara ancora oggi permette quindi di leggere lo stretto legame che ha unito nei secoli la città al suo tempio.
Il Museo si compone di quattro sale: la Sala iconografica, dedicata all’iconografia della Vergine, che conserva la sinopia dell’immagine miracolosa; la I Sala, nella quale sono esposti i famosi candelieri ducali realizzati dagli orefici romani Gian Francesco Frangi e Marco De Marchi tra il 1631 e il 1634 e donati dal duca Francesco I d’Este in segno di pietà e devozione verso la Madonna della Ghiara durante il periodo della peste; la II Sala, che conserva, racchiuso entro una pregevole cornice settecentesca in lamina d’argento, il disegno originale di Lelio Orsi raffigurante la Madonna col Bambino, oltre a preziosi gioielli donati al Santuario; la III Sala, che custodisce l’emblema civico e religioso della Basilica della Ghiara: la corona, realizzata in lastra d’argento traforata e dorata, rifinita a cesello e ricca di perle e pietre preziose, splendido lavoro dell’orafo Matteo Augusta.

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L’interno di una delle sale

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