Bergonzoni in “Bottega” a Casalgrande

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La stagione teatrale della Bottega di Casalgrande apre con un ospite d’eccezione: Alessandro Bergonzoni.

Sabato 25 ottobre alle ore 21 l’artista bolognese presenta la sua ultima fatica letteraria, la raccolta di poesie intitolata “L’amorte”.

«Racconto della vita della morte, non della vita e della morte. L’amorte oltre allo scambio di consonante può leggersi come “a morte”, colpito a morte, amato a morte» rivela in un’intervista. Bergonzoni, ancora una volta, travolgerà il pubblico con monologhi surreali, dove la parola viene estirpata dal suo contesto e colpisce come una spada. Ma la nuova dimensione poetica avvicina l’artista al cuore del pubblico, lo rende meno cerebrale: il colto gioco di parole rallenta il ritmo per accompagnarci verso una nuova coscienza.

La serata sarà un’occasione unica per incontrare l’autore in una dimensione di maggiore intimità grazie alla Bottega, un piccolo spazio culturale che annulla le distanze tra palco e platea, uno spazio che pensa la cultura come luogo centrale per la vita di una comunità.

Bergonzoni-in-bottega

Alessandro Bergonzoni

Bergonzoni, da sempre attivo nel far sì che ambito artistico e sociale si incontrino, generando nuove risposte alle reali problematiche esistenziali, apre la stagione proposta da Quinta Parete, compagnia che, da sempre, lavora attivamente su queste tematiche. Infatti, il secondo spettacolo della stagione, in programma il 7 e 8 novembre, sarà “Pinocchio”. Una performance realizzata da Babilonia Teatri con gli attori della Compagnia teatrale Gli Amici di Luca – tutte persone con esiti di coma che hanno intrapreso percorsi terapeutici. Anche le poesie di Bergonzoni traggono ispirazione dalla sua ormai decennale collaborazione con la Casa dei risvegli di Luca De Nigris, a Bologna: «La Casa dei risvegli mi ha dato la possibilità di avvicinare la vita e “la vita della morte”», racconta.

Vita e morte si intrecciano dunque sempre più nel suo percorso artistico. «Non possiamo separare vita e morte, davanti alla Siria, agli immigrati, a quello che è costante sacrificio umano. Quando mi piego dietro un bidone della spazzatura per allacciarmi una scarpa devo essere in connessione con un siriano che in questo momento è dietro un bidone perché un cecchino gli sta sparando. Noi siamo invocati da quelli lontani da noi. Io non voglio amici di Facebook. Nel mio sito lancio il progetto artistico Vite in fasce . Pubblico il numero aggiornato delle morti e delle nascite nel mondo: quelli sono tutti gli amici che avevo, e sono tutti  gli amici nuovi che avrò. Sono stanco dell’umanità, a me interessa la sovrumanità. Altrimenti l’uomo resta solo un uomo».

prenotazioni@quintaparete.org  –  www.quintaparete.org

 

 

 

 

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