Rapito in Siria il padre francescano Hanna Jallouf

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La notte del 5 ottobre alcuni ribelli legati a Jahbat Al-Nusra sono entrati nel convento di San Giuseppe a Knayeh, vicino al Libano e hanno rapito il parroco francescano p. Hanna Jallouf e arrestato alcuni cittadini civili. Le suore francescane che erano nel convento si sono rifugiate in alcune case del villaggio.

Il villaggio siriano è sede non solo della Parrocchia latina (di un asilo e di un centro per i giovani) ma anche di uno dei 4 centri di accoglienza creati dai frati della Custodia di Terra Santa all’inizio del conflitto, di cui adesso si teme per la sopravvivenza.

Lo ha annunciato la Custodia di Terra Santa da Gerusalemme. Alla fine del comunicato si legge:  “Non siamo in grado di dire dove siano padre Hanna e i suoi parrocchiani e, in questo momento, non esiste alcuna possibilità di contatto con lui o suoi rapitori. Preghiamo per lui e per le altre vittime di questa guerra tragica e insensata”

P.-Piazzaballa-e-P.-Hanna

Padre Piazzaballa e padre Hanna

Il Custode Pierbattista Pizzaballa, presidente dell’Associazione pro Terra Sancta, recentemente si era recato in Siria – accompagnato Padre Simon Herro, responsabile della Regione San Paolo –  per verificare di persona la situazione della fraternità e dei conventi, in quanto le notizie che arrivano a Gerusalemme erano spesso confuse e le comunicazioni venivano continuamente interrotte. Con alcuni frati infatti non si hanno contatti  da mesi per la mancanza di elettricità.

Le zone più colpite, sono a nord-ovest, nella vallata del fiume Oronte dove si trovano alcuni villaggi cristiani (Knayeh, Yacoubieh, Jisser, Ghassanieh e Gidaideh) e ad Aleppo. A Latakia e a Damasco invece la situazione è più controllata.

Il convento di Padre Hanna, a Knayeh, recentemente era rimasto senza vetri alle finestre e il tetto è stato così danneggiato che l’acqua penetra ovunque.

Un altro villaggio colpito della zona dell’Oronte è quello Ghassanieh dove un anno fa è stato ucciso P. Francois Murad di 49 anni per opera sempre dei miliziani di Jabhat al-Nusra. Il villaggio un tempo era composto da 4mila abitanti. Ora qui come negli altri villaggi le case sono abbandonate ed occupate dai ribelli che avanzano numerosi con le loro famiglie.

Il Convento di Yacoubieh, poco distante dai confini con la Turchia, lo scorso 20 luglio era stato colpito da un missile lanciato da un aereo. L’edificio aveva subito danni molto gravi ma per fortuna non ci erano state vittime e il parroco padre Dhiya Azziz aveva riportato solo qualche ferita alla testa.Qui ha sede un altro centro di accoglienza.

Nei centri, nelle chiese e nell’ambulatorio i frati assistono decine di famiglie, rifugiati e sfollati, cristiani e musulmani, a cui forniscono beni di prima necessità, cure e li aiutano a cercare una casa. La difficoltà maggiore per loro è reperire medicinali.

Ad Aleppo, dove prima della guerra vivevano 4 milioni di abitanti di cui 200mila cristiani, è  il caos totale ed è difficile trovare materie prime quali cibo e gasolio per il riscaldamento. Ora i cristiani sono fuggiti in altri paesi e ne rimangono poco più di un terzo.

La città rimane senz’acqua anche per 7-10 giorni consecutivi. Si stanno rivelando di vitale importanza per migliaia di persone tutti i giorni i 4 pozzi che i francescani hanno costruito prima dello scoppio della guerra. Altri stanno cercando di costruirli, ma il costo elevato si aggira sui 25mila dollari.

L’elettricità prima veniva interrotta per 6 ore, ora possono passare anche 12-14 ore.  La gente, nonostante i bombardamenti e la paura costante di muoversi,  continua ad andare in chiesa.


 

Sostenere l’Associazione pro Terra Sancta vuol dire sostenere la popolazione siriana e dare un appoggio concreto a tutti frati e i religiosi che vivono in Siria. Ogni contributo è fondamentale.

L’Associazione, ONG senza fine di lucro della Custodia di Terra Santa,  è all’interno del coordinamento degli interventi umanitari cattolici in questo paese e la regione circostante dove vi sono rifugiati profughi siriani (Libano, Giordania, Turchia, Iraq, Cipro ed Egitto).

In Siria i bisogni sono infiniti, il valore del dollaro è triplicato e la lira siriana perde continuamente valore. Gli affitti delle case sono alti, le merci alimentari sono in mano ai monopoli di mercato e in continuo aumento, il lavoro è carente e gli ospedali poco attrezzati.

Nelle zone più bombardate, ad Aleppo, e presso i 5 villaggi dell’Oronte servono cibo, latte per i bambini, vestiti. Ma specialmente soldi per pagare medicine, operazioni mediche, per sistemare provvisoriamente case distrutte dai missili, per pagare gli affitti e anche i viaggi per fuggire.

Ci sono vari modi per inviare il contributo:

ONLINE (carta di credito – VISA e MasterCard – o PayPal)  http://www.proterrasancta.org/it/aiuta-la-terra-santa/aiutaci/

BONIFICO BANCARIO ATS – IBAN: IT67 W050 18121010 0000 0122691 BIC/Codice Swift: CCRTIT2T84A

In POSTA Conto corrente postale 1012244214 intestato a: ASSOCIAZIONE DI TERRA SANTA

Padrea-Hanna

Padre Hanna

 

LA CUSTODIA DI TERRA SANTA IN SIRIA

Fin dall’inizio della guerra i frati della Custodia di Terra Santa – che in questo paese rappresentano la Chiesa cattolica di rito latino –  hanno aperto i loro conventi e le chiese per ospitare e provvedere ai bisogni primari di moltissime famiglie cristiane e musulmane che resistono grazie al loro aiuto.

I frati presenti attualmente sono 14 e si trovano ad Aleppo, Damasco, Homs e in tanti villaggi al confine con la Turchia e il Libano. Recentemente il numero è aumentato grazie ad alcuni giovani che sono stati mandati ad aiutarli.

Ad Aleppo si trova il convento di Sant’Antonio di Padova, mentre ad Azizieh, poco distante, il convento di San Francesco. A Damasco/Bab Touma il Convento di San Paolo e la cappella di Sant’Anania.  Ancora, nella capitale siriana, rimangono in vita due conventi, a Tabbaleh, il Memoriale san Paolo (dove è avvenuta la sua conversione) e a Salhieh, poco vicino, il Convento di Sant’Antonio. Sul mare il convento del Sacro Cuore di Gesù di Lattakia. A Knayeh, vicino al Libano, il convento di San Giuseppe. A Jisr El-Choughour il convento del Sacro cuore di Gesù e a  Jacoubieh  il convento della Signora di Fatima.I 4 centri di accoglienza che hanno creato sono a Knayeh, Yacoubieh, Jser – El Chougour e Jdeideh. Ospitano circa 200 persone e provvedono tutti i giorni alle esigenze di altre 4000.

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