Per “Mundus”, mercoledì 6 agosto, in piazza Fontanesi a Reggio, Sparagna, Servillo e gli Amarcanto

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Mercoledì 6 agosto, in piazza Fontanesi a Reggio Emilia, il musicista Ambrogio Sparagna presenta un progetto originale – “Le trincee del cuore” – basato sui canti popolari della prima guerra mondiale. Con lui, l’Orchestra Popolare italiana, Peppe Servillo (noto anche per la sua militanza nella Piccola Orchestra Avion Traviel), Gabriella Gabrielli e l’Ensemble Amarcanto. Si inizia alle ore 21.30, a ingresso libero.

(un servizio  – con intervista alla direttrice del Coro “Amarcanto”, Laura Amati –  è su “La Libertà” del 2 agosto 2014, a pagina 15)

“Mundus” è organizzato da Ater (Associazione Teatrale Emilia Romagna), dai Comuni di Reggio Emilia, Carpi, Casalgrande, Correggio e Scandiano, e dalla Provincia di Reggio, e gode del sostegno della Regione Emilia Romagna.

I concerti di piazza Fontanesi e piazza Prampolini, a Reggio Emilia, rientrano anche nel programma di “REstate”.

Negli anni della Prima Guerra Mondiale gli italiani si riconobbero nell’orrore e nella povera – ma fiera – umanità delle trincee, dove per la prima volta si mescolarono dialetti, storie e musiche. Dai dispacci e dai canti i soldati, provenienti dalle terre più remote della penisola, impararono l’italiano, lingua fino ad allora conosciuta e praticata solo da una ristretta parte della popolazione.

A 100 anni dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, lo spettacolo “Le trincee del cuore” vuole raccontare gli echi dei tanti canti risuonati tra le pietre delle trincee e nel cuore di quegli uomini. Uomini semplici che cercarono conforto alla disumanità della guerra anche attraverso la voce e la forza della poesia cantata, dando vita a un nuovo genere musicale originale.

L'Ensemble "Amarcanto"

L’Ensemble “Amarcanto”

L’esperienza della vita in trincea favorì infatti la formazione di un originale “corpus” di canti popolari caratterizzato da contenuti e modalità espressive specifiche. Canti che narrano dell’atrocità della guerra, della fierezza del corpo di appartenenza ma anche di amori lontani, speranze, affetto filiale e momenti di gioia quotidiana.

Questa varietà di canti veniva eseguita prevalentemente in italiano. Non mancano però anche esempi in lingue dialettali. “Le trincee del cuore” vuole proporre alcuni esempi di questo straordinario repertorio nazionale e regionale associando ad essi letture poetiche di importanti autori dell’epoca. Si aggiungono canti ungheresi, sloveni, austriaci che pure raccontano quel tragico momento della storia europea in modo originalissimo. Per ricordare, con il cuore, i giorni della trincea.

Per maggiori informazioni: mundus@ater.emr.it, 0522.456249

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