In ricordo del restauratore reggiano Avio Melloni

Stampa articolo Stampa articolo

Sarà celebrato sabato 2 agosto in Cattedrale alle ore 10.30 il funerale di Avio Melloni, il restauratore il cui nome è profondamente legato a numerosi interventi di restauro non solo a quadri del Duomo, ma a numerosissimi dipinti in importanti chiese reggiane: da San Prospero alla basilica della Ghiara.

Correggio, Guercino, Parmigianino, Carracci, Reni, Greco, Procaccini, Canaletto, Sghedoni, Ferrari: questi solo alcuni dei grandi pittori, le cui opere il restauratore Avio Melloni – spentosi all’arcispedale Santa Maria Nuova la mattina di giovedì 31 luglio mattina, all’età di 62 anni – aveva riportato all’antico splendore.

Era cresciuto sotto la guida di Renato Pasqui nel laboratorio di Parma della Soprintendenza emiliana, in cui era entrato poco più che sedicenne, acquisendo una formidabile competenza, da autodidatta, sia nelle tecniche di restauro che nella storia dell’arte.

“Una persona straordinaria e generosa, un grande lavoratore, sempre disponibile, contraddistinto da un’alta professionalità”, così lo ricorda il cugino Giorgio Zamboni, con cui ha condiviso quarant’anni di lavoro.

Avio Melloni ha trascorso tanti anni – davanti al cavalletto sui cui era collocato il quadro da restaurare e sui ponteggi – a contatto con le opere di formidabili artisti, recuperando i danni del tempo e dell’incuria degli uomini, sanando il deterioramento dei colori, restituendo i dipinti alla piena fruizione dei devoti e dei visitatori.

Le volte affrescate della Ghiara e di San Prospero a Reggio, di San Giovanni Evangelista, della Steccata e della Camera di San Paolo a Parma, dell’abbazia di Chiaravalle e le sala di Diana e Atteone della Rocca di Fontanellato per lui non avevano segreti. Aveva ridato a quei dipinti nuova vita e splendore.

Avio Melloni (primo da sinistra in piedi), assieme al cugino Giorgio Zamboni, con l’illustre studioso inglese Sir Denis Mahon, in Ghiara durante il restauro degli affreschi e dei quadri.

Avio Melloni (primo da sinistra in piedi), assieme al cugino Giorgio Zamboni, con l’illustre studioso inglese Sir Denis Mahon, in Ghiara durante il restauro degli affreschi e dei quadri.

Così come centinaia, nell’arco di nove lustri, sono le tele delle Gallerie dei Musei di Modena, Piacenza, Parma e Reggio, del Duomo e di tante chiese di Reggio, di raccolte d’arte di Istituti bancarie, sottoposte in loco o passate nel suo laboratorio per un sapiente e indispensabile restauro, operazione nella quale Melloni dimostrava sempre particolare abilità, sensibilità, sicurezza, conoscenza delle tecniche, rispetto delle regole che sovrintendono a tali interventi, unitamente a collaborazione con i funzionari delle Soprintendenze e ai direttori dei lavori.

Avio amava l’arte e voleva trasmettere anche ai seminaristi questa passione e le conoscenze sulla tutela del patrimonio artistico che avrebbero trovato nelle chiese loro affidate: nel suo laboratorio di via Lama Golese periodicamente li incontrava assieme a mons. Ghirelli.

Sette anni fa l’insorgere del male, che   non ha interrotto la sua attività di restauratore, portata avanti con determinazione fino all’ultimo ricovero un paio di settimane fa. Avio lascia la moglie Patrizia e la figlia Elena. I funerali saranno presieduti da monsignor Tiziano Ghirelli, direttore dell’Ufficio diocesano beni culturali.

Giuseppe Adriano Rossi

Pubblicato in Archivio