Festa della Casa della Carità di Fosdondo

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Bella, intensa, partecipata, radiosa, colma di luce, musica e colori la Festa del 50° della Casa della Carità di Fosdondo.

È iniziata al mattino presto alle 6.30 con l’Ufficio del “Cuore Immacolato di Maria” che prevedeva l’inno dal testo sublime del Paradiso di Dante “O Vergine madre, figlia del tuo figlio….”

Don Paolo Crotti ha fatto presente che Maria è il riflesso della luce di Dio, che gli eventi che la riguardano sono paralleli a quelli di Gesù: Lui il Sole di Giustizia, lei “Bella come la luna”, Lui, Re dell’Universo, Lei Regina del Cielo e della Terra, Lui asceso al Cielo, Lei Assunta in Cielo, Lui e il Suo Sacratissimo Cuore, Lei il Cuore immacolato proprio a significare come Maria fosse sempre più conforme all’immagine del Figlio Suo, un cuore sempre più aderente alla volontà di Dio. Come è anche la Casa della Carità: una clinica che guarisce i cuori feriti e attraverso “i piccoli” anche noi possiamo conformare il nostro Cuore a quello di Cristo”

Alle 10, con una processione di “ospiti”, il Vescovo Luciano Monari ha dato inizio alla Celebrazione Eucaristica, momento culminante di tutte le iniziative preparatorie di questi mesi. Ha esordito subito con il commento alle letture del giorno facendo ricordare a tanti dei presenti quella sapienza biblica oggetto di predicazione in incontri, esercizi spirituali, ritiri, omelie, tenute nei lunghi anni trascorsi nella Diocesi di Reggio. La prima lettura dal Libro di Giuditta, una vedova che il Signore ha suscitato per la liberazione del suo popolo, don Luciano, l’ha immediatamente collegata con la figura di Maria, per la forza, l’intelligenza, il coraggio per salvare la sua gente e in termini e tempi diversi anche Maria ha portato agli uomini la Salvezza, ha salvato l’umanità intera perchè ha accolto la parola offrendo se stessa.

Quindi ogni realtà realmente umana, e ciò che in essa vi è di vero, di bello e di santo viene da Dio e bisogna lasciarsi illuminare da Lui per vedere le cose con i Suoi occhi. Mentre spesso noi, ha continuato il Vescovo, poniamo sempre una serie di resistenze alla Parola di Dio, e invecchiando ci si accorge quanto siano state frequenti le omissioni, quello che non siamo disposti a fare mentre il Signore vuole fare cose grandi attraverso di noi e ci chiama ad essere attenti alla Sua Parola, realisti, responsabili della vita degli altri, perchè i nostri comportamenti devono rivelare la bontà di Dio e la Sua misericordia.

E le Case della Carità nascono da uno Spirito religioso e il modo in cui esse vivono, non è un modo mondano, ma un modo che traduce l’Amore di Dio per noi, cioè è il luogo dove si cerca di trattare gli altri come li tratta il Signore stesso:  vedere, rispettare, servire.

Questo è un miracolo perchè si avverte la presenza di Dio che mette nel cuore degli uomini la capacità di costruire legami, di creare relazioni, di fondare rapporti. Don Mario ha ascoltato la Parola di Dio inventando un modo attraverso il quale la Parola di Dio si è incarnata in realtà concrete, quindi se può nascere un senso di ammirazione per le suore, gli ausiliari, ecc. non si dovrebbe mai dimenticare che il bello viene da Dio, è Lui che suscita impulsi di bene, che rende ricca la vita negli atteggiamenti delle mani e del cuore. Attraverso  chi accoglie la Sua volontà egli opera con cose grandi.

Il Vescovo ha concluso la sua toccante omelia dicendo che le Case sono un grandissimo regalo che dio ha fatto alla Sua Chiesa e che, riceverlo, è ricevere la Sua bontà, la Sua benedizione e la Sua tenerezza.

Successivamente è seguita la preghiera dei fedeli: sono stati letti bellissimi messaggi che,dalle nostre Missioni di India, Madagascar, Albania, Rwanda, Brasile, hanno inviato per questa festosa occasione.

Alle 12.30 pranzo fraterno e gioioso insieme al Vescovo Luciano e a qualche centinaio di presenti. Una giornata memorabile che ci auguriamo sia di auspicio a continuare nella fedeltà.

Enos Rota

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Pubblicato in Articoli, Vita diocesana