Come parlare di Dio oggi nel mondo della sofferenza, il 3 maggio un convegno organizzato dalla Pastorale della salute

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Sabato 3 maggio, dalle ore 8.30 alle 13, si terrà – presso l’Oratorio di via Adua – un seminario di studi organizzato dalla Consulta diocesana per la Pastorale della salute diretta da don Agostino Varini. L’argomento del convegno sarà: “Come parlare di Dio oggi nel mondo della sofferenza”. Sono previste due relazioni.

La prima sarà tenuta da don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale della Salute della Cei, e tratterà il tema “Le prospettive della Pastorale della salute nel magistero di Papa Francesco”.

La seconda relazione sarà tenuta dal professor don Luciano Meddi – presbitero nella diocesi di Roma, docente ordinario di Catechetica missionaria nella Pontificia Università Urbaniana -, che tratterà il tema “Come parlare di Dio oggi nel mondo della sofferenza: la parola e la pratica pastorale”.

Dopo una breve pausa con coffee-break, i lavori proseguiranno in assemblea con ampia possibilità di confronto fra pubblico e relatori.

Il problema del linguaggio anche nell’ambito della Pastorale della salute appare sempre più rilevante.
Quale significato hanno per noi le parole male, malattia, sofferenza, morte, grazia, redenzione, vita eterna, misericordia, croce, prova, Dio, Padre… e quale significato hanno le stesse parole per i sofferenti che le ascoltano?
La comunicazione è ormai uno scoglio arduo da affrontare non solo in ambito laico (si pensi alla “reversibilità del senso” di cui parla M. Magatti) ma anche e particolarmente in ambito religioso, dove troppo disinvoltamente si dà per scontato che le parole dette corrispondano al loro significato proprio o almeno a uno plausibile. Di evidente importanza sono poi le ricadute operative, di progettazione e programmazione pastorale (quanti parroci nella nostra diocesi si sono aggiornati al riguardo?), di formazione degli operatori, di integrazione della pastorale eccetera. I destinatari di questa proposta formativa sono tutti gli operatori sanitari, gli psicologi, gli educatori, i parroci e i sacerdoti di ogni età, i religiosi, i ministri straordinari della Comunione, i volontari che operano a contatto con il disagio, la sofferenza, il dolore, la malattia, il morire. L’iscrizione è gratuita (ma un minimo contributo volontario a sostegno delle spese organizzative non sarà rifiutato).

Ivano Argentini

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana