Genitori: non lasciamoci rubare il nostro ruolo educativo!

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I recenti gravi episodi accaduti negli istituti superiori di Castelnovo ne’ Monti, di Modena e di Roma mettono in luce la volontà evidente da parte delle organizzazione lgbt e anche di istituzioni pubbliche di arrogarsi il diritto di educare i nostri figli secondo i dettami dell’ideologia del “gender”, della cultura omossessuale, del pensiero unico.  Le forti polemiche seguite alla distribuzione in alcune scuole dei libretti UNAR, le ripetute richieste di aiuto e di intervento da parte di tanti genitori – contrari a tali iniziative – giunte all’A.Ge, l’assenza di una decisa presa di posizione da parte del Governo Renzi nei confronti di questi opuscoli (costati ben 24.000 euro!), ci fanno ribadire che il primario compito educativo spetta ai genitori a cui nessuno può sostituirsi.

È chiaramente in corso una campagna di contrasto all’idea di famiglia, così come viene riconosciuta dalla Costituzione: si vuole cancellare il ruolo di madre e padre (trasformati in: genitore 1 e genitore 2); si mira a negare la differenza fra femminile e maschile, portando in questo mondo l’umanità in una uniformità da cui non può nascere nulla di positivo. Mentre è proprio dalla differenza di identità che nasce la capacità della persona di porsi in relazione con l’altro. E in questa “visione delirante di ideologia del gender” vogliono coinvolgere i bambini, gli adolescenti e i giovani, ben consapevoli che nella loro fragilità sono pronti ad “assorbire” quanto viene proposto, partendo anche da giochi.

Nella recente Messa Crismale il nostro vescovo Massimo Camisasca ha richiamato l’importanza della famiglia luogo dove si vivono le dimensioni e le esperienze fondamentali dell’umano.

Don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio Famiglia della CEI, in una recente intervista ad “Avvenire” ribadisce la bontà della differenza sessuale che si manifesta in prima istanza nella propria casa, in cui la sponsalità – spazio sorgivo della famiglia – richiede l’armonia della differenza.

È fondamentale che noi genitori difendiamo il nostro ruolo educativo in tutti gli ambiti in cui i nostri figli si trovano a vivere. Nella scuola, la famiglia può e deve generare legami forti con i docenti e con gli altri genitori per progettare insieme percorsi che portino i giovani alla riscoperta della differenza come ricchezza, dell’incontro con l’altro come crescita, per costruire una società aperta alla relazione con tutti e non chiusa nell’individualismo autoreferenziale.

Gabriele Rossi

Presidente AGe Emilia-Romagna

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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