L’allarme della Polizia Postale: sul web sempre più si intrecciano cyberbullismo, stalking e pedopornografia

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Pochi giorni fa a Venaria (TO) una ragazzina di 14 anni si è suicidata perché non riusciva più a sopportare i continui insulti e le offensive insinuazioni sul suo aspetto che alcuni cyberbulli postavano sui social network. Prima di lei, altre ragazzine sia in Italia che all’estero hanno compiuto o questo tragico percorso.

Non tutti i telegiornali ne hanno dato notizia, anche i giornali ne hanno parlato brevemente: probabilmente una notizia che non interessa più, che non fa audience; , eppure si tratta di una ragazzina di soli 14 anni. Nessun pensiero nemmeno per i suoi genitori.

Non possiamo accettare così supinamente che a 14 anni non si abbiano altre prospettive se non la morte. Dismorfofobia: così si chiama la paura di essere brutti, di non essere all’altezza dei canoni che i media vogliono imporre. Una malattia che piano piano colpisce questi adolescenti che si vedono con dei difetti e che subiscono gli odiosi e vigliacchi attacchi dei cyberbulli. Tutto viene basato sull’immagine, a volte basta una piccola imperfezione per finire vittime della Rete ed essere coperti di offese via web. Le frasi più cattive e crude invitano la giovane vittima a farla finita, tanto nessuno si accorgerebbe della sua mancanza.

Sempre più spesso – informa la Polizia Postale -si intrecciano stalking, cyberbullismo e pedopornografia in un esecrabile uso di internet. Bambini e giovanissimi sono sempre più soli e connessi in Rete. Alla Rete chiedono aiuto, chiedono consigli, stingono amicizie e si confidano cadendo sempre più spesso nella fauci dei “lupi cattivi” del web.
Una notizia sconvolgente proviene sempre dalla Polizia Postale: negli ultimi mesi sono raddoppiati i minori denunciati per pedopornografia in quanto hanno postato foto osé dell’ex!

Cosa possiamo fare noi genitori per tutelare i nostri figli da questi pericoli prima che sia troppo tardi – come nel caso di Venaria, o di Novara o di Cittadella? Sicuramente non possiamo nasconderci dietro nessuna scusa del tipo “non sono in grado di capire la tecnologia” o “non ho tempo”: occorre invece dialogo con i propri figli, occorre seguirli nel loro cammino di crescita, non lasciandoli mai soli quando navigano. Bisogna educarli al rispetto e a sapersi confidare con i propri genitori.

Un grande aiuto viene poi dalla Polizia Postale, che attraverso propri qualificati funzionari può incontrare gli studenti nella scuole e confrontarsi anche coi genitori. Il Commissariato on line della Polizia Postale (www.commissariatodips.it) è inoltre in grado di scoprire gli autori degli insulti anonimi e denunciare gli autori.
Gli strumenti ci sono per combattere questo odioso fenomeno: utilizziamoli!

Gabriele Rossi
AGe Emilia-Romagna

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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