«La Mongolfiera» attende visite – La parola alle universitarie che stanno facendo esperienza di condivisione

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Via Schwerin numero 11, Reggio Emilia, parrocchia di San Giovanni Bosco. Appartamento “La Mongolfiera”.
è una casa di poche stanze, un balcone, un camino, una porta aperta per accogliere, un gatto e noi, sei ragazze che ormai da due mesi viviamo insieme (nella foto che ci hanno inviato, ecco cinque di loro insieme col Vescovo, ndr) cercando di creare nel nostro piccolo una famiglia e, più in grande, un punto di riferimento per tutti coloro che ci stanno intorno. Un grande girotondo di giovani, di anziani e bambini, che da quando la Mongolfiera ha aperto hanno iniziato a corrervi intorno, pronti ad accogliere chiunque abbia voglia di unirsi al cerchio.

Il gatto Muffa, mascotte del gruppo universitario La Mongolfiera

Il gatto Muffa, mascotte del gruppo universitario La Mongolfiera

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]M[/dropcap]a  veniamo a noi, a come viviamo, perché la linea che separa la convivenza dalla comunità è sottile ma molto profonda.
Pensiamo di entrare nella casa di coinquilini universitari in cui ciascuno vive nella sua stanza, ognuno con le proprie abitudini e le proprie routine, in cui ciascuno mangia ad orari diversi, e forse se apri il frigo troverai tanti scomparti divisi. Ecco, nella comunità la parola “scomparti divisi” non esiste. E non esiste a partire dal cassetto del frigorifero fino ad arrivare a noi stesse: con i nostri pregi, i nostri limiti e le nostre debolezze.
Siamo partite a novembre in cinque, a gennaio si è aggiunta una ragazza bisognosa di ospitalità, e ora di posti letto non ne abbiamo più, ma chiunque potrà sempre trovare un posto a tavola per un pasto insieme.
L’occasione per un incontro tra giovani accomunati dallo studio universitario ma pronti a condividere esperienze diverse.
[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]D[/dropcap]a quando questa casa ha aperto, l’appuntamento fisso che ha dato una continuità in questi anni all’esperienza sono i “Vespritz” del martedì sera, che cominciano alle 19.30 con la preghiera dei Vespri e poi una condivisione comune, e si concludono con un momento conviviale, occasione di chiacchiere e nuovi incontri.
Quindi, che dire? Se avete voglia di conoscere questa bella realtà non esitate a suonare il campanello, ci sarà sempre qualcuno pronto a offrirvi una tazza di tè.

Eugenia, Anna, Alessandra,
Silvia, Francesca e Penda

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Prossimo appuntamento con i «Vespritz»: martedì 11 febbraio, con ritrovo alle ore 19.30. Dalle 20, incontro-dialogo «Ha posto la sua tenda nel nostro campo», con la partecipazione di Sara, ex ragazza de «La Mongolfiera», appena rientrata da due mesi trascorsi in Libano nei campi profughi siriani con l’Operazione Colomba.

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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