Reggio, il Tar fa chiudere la sala slot in viale dei Mille. Ma la lobby del gioco non molla

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– da “La Libertà” n. 2, del 18 gennaio 2014 –

Stop alle sale per il gioco d’azzardo nei centri urbani. Questa la sostanza della sentenza del Tar di Parma che ha respinto il ricorso di un gestore avverso la specifica delibera del Comune di Reggio Emilia, che imponeva la chiusura di un centro giochi aperto all’angolo tra via Cassoli e viale dei Mille.
La vicenda inizia alla fine del 2012. Nei locali, in precedenza occupati da una pizzeria, viene impiantata da parte di una società bolzanina, che aveva ottenuto dalla Questura le concessioni previste dai regolamenti di pubblica sicurezza, una sala da giochi e video lottery.

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]I[/dropcap]l Comune di Reggio sulla scorta delle proteste dei residenti, verificata l’insussistenza della “compatibilità di destinazione urbanistica” per un’attività con “problematiche d’impatto” decretava, con propria delibera di Giunta, la chiusura dell’Admiral (questo il nome dell’esercizio) entro 90 giorni. Con il conseguente obbligo, per il gestore, di ripristinare “lo stato dei luoghi” occupati e la demolizione delle opere edilizie abusive realizzate per la loro ristrutturazione. La normativa comunale, riguardante l’uso urbanistico, consente infatti che lungo via Cassoli possano essere aperti solo pubblici esercizi che non provochino problematiche d’impatto.
Non si è fatto attendere il ricorso del gestore, presentato al Tar contro la delibera comunale, respinto nel mese di settembre. Gli effetti della sentenza si sono fatti sentire nel mese di dicembre, allorché le saracinesche dell’Admiral (che si aprivano quotidianamente di prima mattina per chiudersi alle ore 2 del giorno successivo) vennero abbassate. Successivamente, dopo lo smontaggio delle numerose insegne luminose, apparve, sulle sottostanti saracinesche, l’anonima informativa indicante i motivi della chiusura.

Reggio Emilia, angolo fra via Cassoli e viale dei Mille: la ex sala slot "Admiral", chiusa con un'ordinanza del Comune.

Reggio Emilia, angolo fra via Cassoli e viale dei Mille: la ex sala slot “Admiral”, chiusa con un’ordinanza del Comune.

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]I[/dropcap]ntanto in via Cassoli, nella parte prospiciente una delle aperture dell’ex Admiral, venivano installate le tipiche delimitazioni metalliche da cantiere per le operazioni di ripristino.
Una storia, questa, che rientra anche nel disposto della Legge regionale varata all’unanimità sulla base di un progetto (primo firmatario Beppe Pagani) per contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo e le sue implicanze sociali e sanitarie. Importante rilevare il precedente creato, in materia, dal Comune di Reggio Emilia che, attraverso la regolamentazione urbanistica ha bloccato il caso “Admiral”, nonostante le autorizzazioni di pubblica sicurezza.
Potrà servire d’esempio a tutte quelle Amministrazioni locali che si battono contro gli effetti devastanti del gioco d’azzardo, fenomeno che in Italia coinvolge non meno di un milione di persone con un fatturato superiore agli 80 miliardi di euro.
Dal canto loro le associazioni che si occupano degli effetti collaterali che il gioco d’azzardo provoca in chi lo pratica denunciano di aver ricevuto, nel giro di alcuni anni, oltre 9mila richieste d’aiuto, 4.500 delle quali riguardano veri e propri giocatori con sintomi patologici. Un piaga dunque da combattere a tutti i costi.

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]M[/dropcap]a chi gestisce il gioco non demorde. Si apprende in questi giorni che un altro ricorso è stato presentato al Tar. Trattasi di una società veronese che si è rivolta al Tribunale Amministrativo di Parma per contrastare una delibera del Comune di Reggio che inibisce l’apertura di un centro giochi in zona Pieve Modolena. C’è da augurarsi che il precedente dell’Admiral serva da esempio. Se da un lato il Comune di Reggio ha battuto un colpo, dall’altro dobbiamo purtroppo registrare la sordità del Governo nazionale sulla proposta di applicazione di una tassa sul gioco d’azzardo per alleviare gli effetti della mini Imu.
Ma non basta!
La lobby ha ottenuto dall’Esecutivo settemila nuove licenze per altrettante sale da gioco. La strada per una Las Vegas italiana è aperta!

Pietro Ferri

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COMMENTI all’articolo:

(scritto da: Salkaner / data: 20 gennaio 2014 14:27 / oggetto: gioco e azzardo)

Spett. redazione,

al di là del contenuto, che ritengo condivisibile e di cui ringrazio, non posso non segnalare che – probabilmente in perfetta buonafede – contribuite ad una disinformazione putrtoppo assai diffusa (anche a livello istituzionale) in Italia. Quando parlate di “lobby del gioco” o, ancora, di “centro giochi”, confondete il gioco – innocente, intelligente e anche nobile attività – con il “gioco d’azzardo”, realtà ben diversa decisamente pericolosa. Da amante – nonché da esperto – della prima, trovo estremamente dolorosa la sua confusione con la seconda.

Grazie dell’attenzione,

Alberto

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