Madagascar, un Natale di speranza oltre la povertà – Gli auguri di monsignor Ganapini e il grazie ai benefattori

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– da “La Libertà” n. 45, del 21 dicembre 2013 –

Dai continui scambi epistolari tra don Pietro Ganapini (missionario “fidei donum” e pioniere della missione diocesana in Madagascar) e il Centro Missionario Diocesano è nato il desiderio di raccontare e ringraziare i molti reggiani che in questo anno 2013, malgrado la crisi economica, hanno sostenuto le numerose attività di don Pietro.
Ecco la lettera che don Ganapini ha rivolto ai benefettori.

Tongarivo, 11 novembre 2013, Festa di San Martino

Buon Natale a tutti voi,
carissimi tutti, familiari e amici numerosi, che con la vostra generosità mi avete accompagnato e sostenuto soprattutto nel lavoro a favore delle nostre piccole scuole dei poveri: vi porgo il mio saluto più cordiale, fatto della più sincera e profonda riconoscenza.
Quando, guardando il foglio dell’estratto conto che il Centro Missionario mi invia, con i vostri nomi, indirizzi e relative offerte, leggo i nomi di persone amiche alla maggior parte delle quali mai ho inviato neppure due righe di ringraziamento, sento, perciò, una profonda vergogna e il rimorso per la mia pigrizia. Vorrei avanzare delle scuse… ma lasciamo andare! Dico questo con vera e profonda convinzione. Se non ci fosse il Centro Missionario a tenere desti i motivi dell’impegno a favore soprattutto dei bambini più poveri e della loro educazione, credo che da solo concluderei ben poco…

Ci avviciniamo dunque ad un nuovo Natale. Assieme agli auguri più fervidi, vorrei farvi un resoconto un po’ generale del lavoro che si è cercato di fare in quest’anno: avete il diritto di esserne al corrente!
Non parlo del progetto di costruire nuove scuole intorno alla campagna della capitale Antananarivo perché, per quello, abbiamo deciso di fermarci (dopo averne costruite 60 per un servizio a più di 10.000 bambini con i fondi raccolti dall’Amga, Amici di don Ganapini) di comune accordo con la DIDEC (Direzione Diocesana dell’Insegnamento Religioso) e le famiglie degli alunni: per queste scuole, quest’anno, ho speso solo per tavoli e armadi (arredi scolastici) un totale di 19.380 euro.
Le adozioni, nelle scuole di Ambanidia e Tsiàdana (periferie della capitale) sono invece continuate.
Per l’anno in corso, ad Ambanidia, sempre per i bambini più poveri, ho speso 16.500 euro sia per la retta scolastica e l’acquisto di riso per i periodi di Natale, Pasqua e Festa nazionale.
Passando all’altra scuola, quella di Tsiàdana la spesa è stata di 1.550 euro con i quali ho potuto partecipare ai costi di riparazione degli ambienti scolastici.

La grossa spesa di quest’anno sono stati i 57.400 euro avuti grazie alle vostre donazioni per le scuole della campagna (in pratica dalle vostre offerte sotto la voce Amga), usati per l’acquisto di un terreno in vista della costruzione del Noviziato della nuova Congregazione delle “Piccole Figlie di Maria, Regina dell’umiltà”, fondata dall’attuale arcivescovo di Antananarivo monsignor Odon. Si tratta di una Congregazione nata per accogliere i piccoli orfani di cui sono ancora piene soprattutto le strade, i bassifondi e le discariche della capitale e non solo (foto 2)… Non ci vuole molta fantasia per immaginare come poi vanno a finire questi poveri bimbi che cercano in mezzo alle immondizie qualcosa da mettere in bocca… Per non parlare di altri traffici “loschi” di persone senza coscienza che approfittano della loro innocenza per i loro più bassi istinti di interessi o altro. Per questi motivi ho deciso di aiutare, sebbene si trattasse di una grossa somma per il nostro bilancio dell’Amga, decisa da parte mia senza il consenso del Centro Missionario e di voi donatori. Anche se ho mancato in questa carenza di comunicazione penso di non aver tradito la vostra fiducia…

madagascar

Ma veniamo ai progetti per l’anno scolastico 2013-14 nel quale ci proponiamo dunque di:
1) continuare la fabbricazione di banchi, sempre in collaborazione con le famiglie degli alunni, perché ne mancano ancora parecchi (un banco costa circa 25 euro);
2) poi, naturalmente i servizi igienici: per questo problema, mi dicono i miei collaboratori, affidiamo la soluzione alle famiglie dei bambini;
3) la recinzione delle singole scuole con muro di protezione chiesto dallo Stato e da affidare ancora alle famiglie degli alunni;
4) resta così, una volta terminato tutto questo – o meglio: insieme a tutto questo – il problema del salario delle maestre/i che va esaminato insieme a loro e ai genitori degli alunni, confrontandolo un po’ anche con quello delle altre scuole per non suscitare commenti sgradevoli…;
5) e finalmente, sempre ammesso che ci siano le possibilità, perché non pensare ad altre scuole, là dove bimbi attendono con impazienza la stessa grazia che tanti loro compagni hanno avuto?

Miei amici, lo so che c’è crisi qui in Madagascar, c’è pure crisi in Italia e in tanti altri Paesi, con situazioni alle volte più gravi che non in Madagascar… Io mi dico: “Non saremo certo noi a risolvere il gravissimo problema della fame e dell’istruzione nel mondo!”. Intanto però, il Signore, attraverso le sue vie misteriose, ci ha indirizzato qui in questa piccola porzione del suo Regno. Col cuore aperto a tutti, lavoriamo intanto qui, con fiducia in questo povero e vecchio prete, che vorrebbe essere vicino a ciascuno di voi per dirvi che vi vuol bene e vi dice il suo grazie più sincero… con fiducia anche nei nostri fratelli e sorelle del Centro Missionario che coordinano i vostri sforzi, con amore e rettitudine, per farli giungere ai vostri piccoli fratelli e sorelle povere, che pur senza conoscervi, vi dicono anch’essi il loro grazie e osano ancora tendervi le loro mani scarne ma con un sorriso di speranza… e con fiducia in Lui, in Gesù, perché è Lui che proprio questa mattina (festa di San Martino) ci ha detto: “Ciò che avete fatto a questi piccoli, l’avete fatto a me”.

Vostro affezionato

don Pietro

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana