Don Bosco sarà in mezzo a noi – Liturgie e incontri in programma per il 21 e 22 febbraio 2014, tra Bibbiano, Correggio e Reggio Emilia

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– da “La Libertà” n. 39, del 9 novembre 2013 –

Sono già quattro anni e mezzo che viaggia per il mondo, e nel mese di febbraio 2014 sosterà nel Reggiano. L’urna itinerante contenente alcune reliquie di san Giovanni Bosco (il braccio destro), simile a quella originale custodita nella Casa madre di Valdocco (Torino), nella Basilica di Maria Ausiliatrice, ha iniziato il suo percorso attraverso i cinque continenti il 25 aprile 2009, nel 150° della Società Salesiana.
Il pellegrinaggio dell’urna è un’iniziativa voluta dal Rettor Maggiore dei Salesiani, don Pascual Chávez Villanueva, in preparazione al 2015, bicentenario della nascita di don Bosco (16 agosto 1815 – 31 gennaio 1888), fondatore dei Salesiani nel 1859 e delle Figlie di Maria Ausiliatrice, assieme a Santa Maria Domenica Mazzarello, nel 1872donBoscourna

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]L’[/dropcap]urna, progettata dall’architetto Gianpiero Zoncu, è stata realizzata in alluminio, bronzo e cristallo. Il basamento rappresenta un ponte sostenuto da quattro piloni decorati da formelle quadrangolari con volti di giovani dei cinque continenti realizzati dallo scultore Gabriele Garbolino.
Lo stemma della Congregazione salesiana e il motto carismatico che adottò lo stesso Don Bosco, “Da mihi animas, cetera tolle” (letteralmente ‘Dammi le anime prenditi tutto il resto’, una invocazione che indica il puntare alle cose più importanti, essenziali, fare tutto solo per amore e con amore – ndr), completano la decorazione della teca.
In tutto l’urna misura 253 cm di lunghezza, 100 di larghezza e 132 di altezza, e pesa in totale 530 kg; all’interno è posta una statua di don Bosco simile a quella originale della Basilica di Maria Ausiliatrice. Il volto è stato riprodotto con il calco che Gaetano Cellini realizzò all’indomani della morte di don Bosco.

reggio

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]I[/dropcap]l pellegrinaggio sta attraversando i 130 Paesi in cui è presente il carisma salesiano e si è già snodato nella Regione salesiana America Cono sud, inanellando tappe in Cile, Argentina, Uruguay, Paraguay e Brasile. In origine il pellegrinaggio avrebbe dovuto concludersi il 31 gennaio 2014, ma le richieste che hanno subissato la Famiglia Salesiana hanno ottenuto una proroga, di cui beneficerà anche la diocesi di Reggio Emilia-Guastalla.
Presso l’Oratorio Don Bosco di Santa Croce, infatti, si è tenuta di recente una riunione per organizzare le tappe reggiane, dopo i primi contatti intercorsi fra il responsabile della Pastorale giovanile don Giordano Goccini e il salesiano don Elio Cesari, che si occupa del pellegrinaggio. Più avanti verrà diffuso il programma dettagliato, ancora in fase di definizione, ma date e luoghi sono già stati fissati.

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]L’[/dropcap]urna arriverà a Bibbiano, sede di una numerosa presenza di Figlie di Maria Ausiliatrice, nel pomeriggio di venerdì 21 febbraio 2014, per poi essere trasferita a Correggio, dove le quattro sorelle attualmente inserite nella comunità salesiana hanno casa nell’Istituto Bellelli Contarelli: qui la chiesa di San Francesco ospiterà liturgie e incontri di preghiera collegati alla presenza delle sacre reliquie.
Nella mattinata di sabato 22 febbraio, poi, l’urna di don Bosco verrà collocata nella Cattedrale di Reggio Emilia: qui fino alla sera sarà oggetto di visite da parte di scolaresche e gruppi di catechismo e verrà accolta da altri momenti culturali e spirituali coordinati dal parroco don Daniele Casini.

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]U[/dropcap]n altro elemento che accompagna costantemente il passaggio dell’urna è la mostra “L’educazione è cosa di cuore e le chiavi del cuore le possiede solo Dio”, a cura dei Salesiani di Lombardia, Emilia Romagna, San Marino e Lituania, realizzata in occasione del “Meeting per l’Amicizia fra i popoli” del 2010. È formata da 19 pannelli: il primo di presentazione dell’insieme e gli altri suddivisi in tre parti per significare altrettante tappe della vita del santo: don Bosco chiamato, don Bosco educatore e don Bosco “chiamante”. L’obiettivo è realizzare un percorso di formazione carismatica e culturale sulla figura di don Bosco e, contemporaneamente, preparare i partecipanti alla venerazione dell’Urna, alla preghiera e alla riflessione. Don_Bosco

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]A[/dropcap]nche se mancano tre mesi al transito reggiano, si avvertono fin d’ora il fascino e l’importanza di un fatto straordinario come questo, a breve distanza temporale, peraltro, dalla beatificazione di Rolando Rivi e dalla nuova sistemazione “eucaristica” delle sue reliquie nella pieve di San Valentino di Castellarano.
La venuta a Bibbiano, Correggio e Reggio Emilia delle spoglie mortali di uno dei santi più amati e invocati al mondo sarà occasione, oltre che di preghiera e di conoscenza storica, anche di un’attualizzazione del sistema educativo concreto di don Bosco.

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]I[/dropcap]n particolare, si sta studiando un convegno reggiano per analizzare l’esperienza dell’oratorio del terzo millennio, un luogo che diventa anche “criterio” secondo cui ogni struttura educativa deve caratterizzarsi come casa che accoglie, cortile per incontrarsi da amici, scuola che avvia alla vita, parrocchia che evangelizza. Perché san Giovanni Bosco ha ancora molto da rispondere alle domande dei giovani e alle ansie degli adulti per la cosiddetta emergenza educativa.

Edoardo Tincani

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana