Ancora scossi – Terremoto: questa volta è la Montagna a tremare

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– da “La Libertà” n. 25, del 29 giugno 2013 –

Alle 12.33 di venerdì 21 giugno, l’Ospite indesiderato – il più temuto – torna e bussa di nuovo, con insistente violenza (magnitudo 5.2), alle porte delle nostre abitazioni, delle nostre chiese, dei luoghi della vita quotidiana. Questa volta però non nelle zone della ‘bassa’ (modenese, reggiana, mantovana…). A subire maggiormente il contraccolpo sono altrettanti paesi e comunità dell’Appennino, in modo particolare di quello reggiano, che in diversi casi è praticamente al confine con le terre individuate come epicentro delle scosse (Fivizzano, in provincia di Massa Carrara, dista soltanto una trentina di chilometri da Collagna, perciò si può immaginare in che modo questo sisma – avvertito distintamente in quasi tutto il centro nord Italia – possa aver sortito i suoi effetti da queste parti). Del resto, la seconda, intensa scossa – quella di domenica 23 giugno, delle 17.01 – con la sua magnitudo comunque di 4.4, seguita da numerose altre seppur di entità più contenuta, ha minato una serenità già duramente scalfita dal primo evento tellurico.

TERREMOTO CHIESA LIGONCHIO LESIONATA

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]N[/dropcap]el frattempo è in Lunigiana – quella striscia di terra che si incunea tra la Toscana, l’Emilia e la Liguria (comprensibilmente la zona più colpita) – il fronte caldo dell’emergenza, con l’ingente dispiegamento di forze e di volontari impegnati a ripristinare per quanto possibile la normalità. In un comunicato congiunto datato 25 giugno 2013, la Provincia di Massa Carrara e la locale Prefettura fanno sapere che sono “1.880 i posti letto a disposizione, suddivisi nei 24 centri dislocati nei 4 Comuni” (e che finora vi sono ospitate “circa 480 persone”). Sono stati intanto “ultimati i quattro campi messi a disposizione dal Dipartimento di Protezione civile nazionale” (mentre sono al lavoro sul territorio “20 squadre di verificatori che…provvederanno ad evadere le segnalazioni secondo una scala di priorità connessa a una valutazione congiunta dei Vigili del Fuoco e dei tecnici comunali”).

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]C[/dropcap]irca la situazione degli edifici di culto sul territorio diocesano, è monsignor Tiziano Ghirelli, direttore dell’Ufficio Beni culturali ecclesiastici – da Roma tenutosi in costante contatto con lo staff di architetti dello Studio “Sulla via della pace” di Sassuolo – a tracciare per noi un quadro che cerca di entrare anche nei dettagli dei singoli ‘casi’, sebbene, tiene a precisare, “siamo ancora in una fase preliminare, di indagine, di ricognizione e acquisizione di dati”. La cautela su ogni ‘responso definitivo’ è pertanto d’obbligo, dal momento che sono in corso le verifiche della Protezione civile regionale, la quale non ha ancora dato i suoi pareri ultimi; pareri che tuttavia verranno emessi presumibilmente entro tempi brevi; una volta pervenute, queste valutazioni tecniche saranno recepite dai rispettivi sindaci attraverso le relative ordinanze che potranno entrare nel merito delle problematiche specifiche.
“Non si sono registrati” – prende la parola monsignor Ghirelli – “danni particolarmente gravi alle strutture: solo cadute di calcinacci, intonaci, stucchi, allargamento di fessurazioni già in atto. Per fortuna non abbiamo avuto casi gravissimi, almeno a tutt’oggi…”.

chiesa di cinquecerri di ligonchio - sisma 21 e 23 giugno 2013[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]L[/dropcap]a lista delle chiese lesionate tuttavia è lunga, e per un’esposizione più chiara andremo elencandole per ordine di Comune. Va premesso altresì che alcune delle chiese sinora giudicate inagibili – incluse nell’elenco che segue – lo erano di fatto già in precedenza; il terremoto del 21 e del 23 giugno, dunque, non ha fatto che aggravare, in questi casi, condizioni di precarietà preesistenti. “In Comune di Baiso” – inizia il suo resoconto il direttore dell’Ufficio Beni culturali ecclesiastici – “è danneggiata e chiusa la chiesa di Debbia. In Comune di Busana è inagibile la parrocchiale antica. In Comune di Carpineti è danneggiata – ma agibile – la chiesa di Pontone. In Comune di Castelnovo ne’ Monti hanno subìto danni – ma restano aperte – la chiesa di Felina, quella di Frassinedolo e quella di Frascaro, mentre ha riportato qualche conseguenza anche il campanile della chiesa parrocchiale di Garfagnolo, a Monteduro. In Comune di Collagna è danneggiata – ma agibile – la chiesa di Cerreto Alpi. In Comune di Frassinoro è danneggiata (inizialmente era stata chiusa, ma poi è stata giudicata agibile) la chiesa di Fontanaluccia; inagibile, invece, quella di Romanoro. In Comune di Ligonchio sono chiuse la chiesa parrocchiale e la chiesa di Cinquecerri. In Comune di Ramiseto ha riportato danni la chiesa di Nigone. In Comune di Vetto è stata danneggiata la chiesa parrocchiale di Cola. In Comune di Villa Minozzo è inagibile la chiesa di Novellano, quella parrocchiale di Gazzano è solo danneggiata, mentre è semi-agibile quella di Morsiano” (sempre a Villa Minozzo, identica sorte per due luoghi di culto che erano chiusi già da tempo, ma la cui inagibilità pare ora purtroppo confermata, visto l’aggravarsi dei danni a seguito di questo sisma: l’antico Oratorio di Gazzano e la chiesa di Carniana, che era proprio in attesa di verifiche – ndr).

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]A[/dropcap] Felina sono caduti calcinacci, ma la chiesa rimane aperta. A Masone, pure, – unico caso in città, a Reggio Emilia – si è avuta qualche conseguenza, ma nulla di preoccupante. In ‘evoluzione’ anche i riscontri sui danni alle chiese di Caprile e Piolo (a Ligonchio) e di Tapignola e Carù (a Villa Minozzo), in attesa dei referti degli esperti. A una prima lettura tutto questo può apparire come un desolante bollettino di guerra… sennonché monsignor Ghirelli, prima di congedarsi, vuole lasciarci un dato positivo, che certamente fa ben sperare e che – sottolinea – “la dice lunga circa il modo in cui si interviene con i consolidamenti strutturali, ovvero con la messa in sicurezza degli edifici attraverso interventi di miglioramento sismico: le chiese di Leguigno, di Roncolo, di Quattro Castella e di Cervarezza, infatti – che sono state interessate anche loro da quest’ultimo sisma, poiché ‘in zona’ – non hanno avuto alcun danno, e questo a motivo del fatto che vi erano stati compiuti di recente degli interventi a seguito del terremoto del maggio 2012. Interventi che si sono rivelati assolutamente corretti e in grado di rispondere ai cinematismi sismici.”
Va detto inoltre che in altre chiese – seppur colpite – le opere di consolidamento svolte negli ultimi anni hanno permesso di ridurre considerevolmente l’entità dei danni; gli interventi di messa in sicurezza compiuti quindi hanno ‘retto’, impedendo esiti più seri.

chiesa di novellano - villa minozzo - post terremoto 21 e 23 giugno 2013

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]S[/dropcap]ul piano civile, nel momento in cui andiamo in stampa risultano essere 28 le persone sfollate in Emilia Romagna, e sono tutte nel Reggiano: si tratta dei 10 ospiti e delle tre suore della Casa della Carità di Busana (da alcuni giorni accolti – dopo l’evacuazione avvenuta grazie ai volontari della Croce Verde – presso la Casa protetta di Cereggio di Ramiseto), e di altre persone appartenenti a una decina di nuclei familiari che hanno dovuto abbandonare un condominio a Castelnovo Monti; questi ultimi hanno trovato tutti una sistemazione autonoma a casa di parenti e amici. è parzialmente inagibile anche un plesso scolastico a Collagna, mentre sono state riaperte le strade del centro storico di Castelnovo Monti, chiuse in via precauzionale subito dopo le scosse.

Matteo Gelmini

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana