Giovani, allarme “drunkorexia” – Una nuova preoccupante tendenza, specie fra le ragazze

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– da “La Libertà” n. 17, del 4 maggio 2013 –

Di recente ha preso piede anche in Italia una nuova tendenza fra i giovani: la “drunkorexia”. Questo termine inglese mette insieme due parole: “drunk”, cioè ubriaco, e “anorexia”, anoressia. Si tratta quindi di un nuovo disordine del comportamento alimentare a metà fra alcolismo e anoressia. In pratica i giovani (soprattutto ragazze, nel rapporto di tre a uno) limitano di molto l’assunzione di cibo nei giorni precedenti il week-end per poter introdurre altre calorie con l’alcol senza rischiare di ingrassare. Nelle ragazze inoltre questo comportamento ha effetti ancor più rischiosi in quanto metabolizzano l’alcol in modo diverso rispetto ai maschi.

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]D[/dropcap]a anni l’A.Ge (Associazione Italiana Genitori) è impegnata attivamente per combattere il diffuso fenomeno del consumo smodato di alcol da parte di adolescenti e giovani.
Nei luoghi di ritrovo, soprattutto in occasione dei fine settimana, si creano zone di degrado e di disagio, e in alcuni casi anche di grave pericolo per i cittadini, non sempre tutelati dalle istituzioni. è deprimente poi percorrere le vie cittadine e incontrare tanti giovani e adolescenti con bottiglie in mano e spesso in stato di alterazione. Esistono norme ben precise, ma spesso non vengono adeguatamente fatte rispettare. Abbiamo posto al professor Umberto Nizzoli, psicologo e clinico, referente nazionale del “Comitato editoriale della Società Scientifica sui Disturbi del Comportamento Alimentare”, alcune domande su questo allarmante fenomeno. NizzoliUmberto

Una nuova tendenza, potremmo anche definirla una moda, e sta coinvolgendo tantissimi giovani in Italia… Quali sono gli effetti, a livello neurologico e fisico, della drunkorexia?
“Drunkorexia” è un termine usato per descrivere cosa fanno purtroppo ormai tanti giovani che vogliono contemporaneamente molte cose e per giunta contrastanti tra loro. Vogliono sballare – e in fretta – per divertirsi come credono loro, senza però aumentare di peso. Ecco allora che la mania di tenere un corpo sottile li spinge a togliere l’assunzione di altre calorie per lasciare spazio al fiume di alcol che ‘serve’ loro. Si potrebbe dire che avendo una base di tipo anoressico (senza essere davvero anoressici) e volendo alterare il funzionamento della loro mente assumendo una droga (l’alcol), ne buttano giù in modo bulimico (come fanno tutti i “binge” – chi assume più bevande alcoliche diverse nell’arco di breve tempo, ndr). A ben vedere quindi sono comportamenti di tipo bulimico, vogliono tutto e il suo contrario senza alterare l’immagine corporea. è interessante notare che questi comportamenti sono di tipo sociale: avvengono nel gruppo, hanno bisogno del gruppo per strutturarsi e sono fatti per far stare ‘meglio’ (a loro modo) nel gruppo. Sono perciò comportamenti largamente influenzati dalla moda: in tanti gruppi essere drunkoretico è ‘trendy’.

Ma sembra siano le ragazze ad esserne più “affascinate”…
Sono loro le più suscettibili ai disordini legati all’immagine corporea e al peso. La drunkorexia ti fa contare le calorie schivandole ai pasti per assumerle con l’alcol. Questa condotta serve per sballare alle feste o ai ritrovi. Logico poi che si associ a comportamenti smodati o a rischio in cui può esserci la facile promiscuità sessuale. Facilmente il drunkoretico vomita, ha temporanei stati confusionali della mente, rallentamento ideativo e neuromotorio. è possibile quindi che accadano episodi di intossicazione alcolica, infezioni a trasmissione sessuale, gravidanze indesiderate e precoci, danni circolatori o neurologici. Siccome le ragazze sono più suscettibili alle condotte di stampo anoressico-bulimico, e meno in condizione di metabolizzare l’alcol (oltre a essere coloro che portano più intensamente le conseguenze gravidiche), ecco perché per loro la drunkorexia è ancora più a rischio che per i maschi.

Col termine "drunkorexia" si intende la tendenza a limitare di molto - specie tra le ragazze - l'assunzione di cibo (andando anche di molto al disotto del giusto fabbisogno alimentare quotidiano), nei giorni precedenti il week-end, per poter introdurre altre calorie con l’alcol senza rischiare di ingrassare. Nelle ragazze questo comportamento ha effetti ancor più rischiosi in quanto queste metabolizzano l’alcol in modo diverso rispetto ai maschi.

Col termine “drunkorexia” si intende la tendenza a limitare di molto – specie tra le ragazze – l’assunzione di cibo (andando anche di molto al disotto del giusto fabbisogno alimentare quotidiano), nei giorni precedenti il week-end, per poter introdurre altre calorie con l’alcol senza rischiare di ingrassare. Nelle ragazze questo comportamento ha effetti ancor più rischiosi in quanto queste metabolizzano l’alcol in modo diverso rispetto ai maschi.

Come spesso accade, la famiglia resta all’oscuro di questi comportamenti dei figli: in molti casi è una telefonata delle Forze dell’Ordine o del Pronto Soccorso dell’Ospedale a informare i genitori. Quali sintomi possono indicare il problema? Esiste nel caso della drunkorexia un “punto di non ritorno” come per l’anoressia?
Può capitare che a una festa un figlio o una figlia si ubriachino e i genitori lo sappiano solo dopo un incidente. Però, se parliamo di drunkorexia un genitore disinformato equivale di norma a un genitore distratto. Come fa a sfuggirgli che la figlia o il figlio abbia una mania per l’immagine corporea e si sottoponga a una dieta eliminativa? E come fa a non accorgersi che il figlio o la figlia si chiuda in camera per ore, senza pensare che cerchi di camuffare l’alito, lo sguardo… Come fa a non sapere quanto sta fuori, e il fatto che vada alle feste?…Hai un figlio o una figlia adolescente o giovane? Ebbene, devi stare aggiornato e attento e devi farlo in modo calmo e sorridente. Quindi genitori inconsapevoli o assurdamente antigeni è bene che si diano una mossa.

L’A.Ge è maestra in aiuto a genitori che non vogliano limitarsi a fare gli struzzi per poi – se succede un danno – cercare di passare per povere e ignare vittime.

Gabriele Rossi
Associazione italiana Genitori

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