Vietato dire “mamma e papà” – Fin dove ci stanno portando le teorie del «gender» che sempre più prendono piede in Europa

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– da “La Libertà” n. 15, del 20 aprile 2013 –

La posizione di chi difende e pretende le nozze fra persone dello stesso sesso è sempre più esplicita.
Ora appare chiaro che fin dall’inizio l’obiettivo perseguito non era solo la protezione effettiva dei diritti delle coppie omosessuali, i progetti alternativi di “unioni civili” o similari, ma eguagliare queste situazioni di fatto al matrimonio vero e proprio.
Per matrimonio s’intende quello di sempre, cioè fra uomo e donna, l’unico che rende uguali davanti allo Stato – in dignità, diritti e doveri – i due sessi umani. Infatti scambiarsi la promessa di fedeltà, solidarietà, aiuto, onore, difesa del figlio che la donna partorirà, rende vera la parità fra il maschio e la femmina.
Dunque quell’obiettivo perseguito fin da principio, cioè l’idea del “matrimonio per tutti”, è reso molto bene da quello striscione che spesso precede le manifestazioni del “gay pride”, che recita: “Vogliamo tutto”.

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]I[/dropcap]l “contentino” del diritto di successione, della pensione di reversibilità, del diritto di assistenza al partner malato… sembra ormai una discriminazione riduttiva e offensiva per chi ha un “vincolo affettivo” con una persona dello stesso sesso. Il settimo degli otto punti dell’agenda Bersani sui diritti omosessuali, cioè il “modello tedesco”, con queste pretese oggi appare sempre più anacronistico e antiquato.
Come potrà il Governo imporre questi “limiti” dopo aver eguagliato il vincolo affettivo fra uomo e donna a quello fra persone dello stesso sesso? Sarebbe antidemocratico.
Come potrà il Governo dire “no “all’adozione di un figlio o al concepimento di un figlio con maternità surrogata ad una coppia dello stesso sesso? Negare addirittura un figlio ad un nuovo tipo di “famiglia”? Sarebbe antidemocratico e, secondo questa logica, assurdo.

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]Q[/dropcap]uesta situazione ha portato alla surreale posizione spagnola della sostituzione delle parole “padre” e “madre” con “genitore A” e “genitore B”, così come al recente episodio – in una scuola di Roma – dove uno dei bambini ha come genitori due mamme: dopo un consulto con una psicologa la scuola ha deciso di cancellare la festa del papà trasformandola in una più neutra festa della famiglia. Non tutti i genitori erano d’accordo e molte famiglie hanno presentato un esposto al municipio di competenza. Il tutto era nato quando una maestra ha fatto recitare la poesia “Quanto è bello il mio papà”. Giuseppina La Delfa, presidente delle ‘Famiglie Arcobaleno’ e madre, insieme alla sua compagna, di due bimbe, dice: “Noi genitori omosessuali non vogliamo cancellare questa festa e nemmeno quella della mamma. Il problema si pone quando una mae-stra fa recitare la poesia «Quanto è bello il mio papà» a un bimbo che ha due mamme”.

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]G[/dropcap]ià, i bambini di oggi dovrebbero capire e subire anche le teorie gender, che annullano i sessi naturali reinventandoli. Ai bambini però occorre spiegare che comunque un loro padre biologico… esiste. O bisogna mentire anche su quello? L’ultimo – per ora – surreale episodio è avvenuto al Parc du Luxembourg di Parigi, sede del Senato, il lunedì di Pasquetta. Un padre di famiglia è stato ripreso dagli agenti perché indossava “un indumento contrario ai buoni costumi” e che avrebbe potuto “choccare”. Il logo incriminato sulla felpa era il disegno di un padre e una madre con due figli per mano, senza scritte.

felpa

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]S[/dropcap]i trattava di una felpa della «Manif pour tous», l’organizzazione che contesta la legge sui matrimoni omosessuali voluta a tutti i costi dal governo Hollande già approvata dall’Assemblea Nazionale. L’iter parlamentare è appena partito e il Senato ha approvato il 9 aprile il 1° articolo che rimuove la distinzione di genere e quindi spalanca le porte al matrimonio tra persone dello stesso sesso e alla possibilità dell’adozione di bambini. Il voto è avvenuto dopo oltre dieci ore di discussione. I sì sono stati 179 e i contrari 157.

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Franck Talleu – semplice cittadino francese, marito e padre di famiglia – ‘scortato’ da un agente della gendarmerie come fosse un malvivente sorpreso a commettere qualche reato: passeggiava nei giardini del Luxembourg, a Parigi, con moglie e figli, il lunedì di Pasqua con una felpa su cui è stampato il disegno ‘schematizzato’ di una famiglia composta da papà, mamma e due figli. Commenta Eugenia Roccella, sul blog d’opinione ilQuintuplo.it: “Il racconto di Talleu lascia basiti: due sorveglianti del parco lo hanno fermato e gli hanno imposto di togliersi la felpa, per motivi di buoncostume. L’indumento non ha scritte o slogan… ma è quello che molti portavano addosso alla manifestazione contro il matrimonio omosessuale, la «Manif pour tous», e secondo i sorveglianti, «può choccare». Il prode Franck rifiuta di togliersela, segue verbale e multa per manifestazione non autorizzata. Alla fine Franck cede, perché sfilarsi la felpa è la condizione per lasciarlo libero, così può finalmente tornare alla sua passeggiata con la famiglia. La multa però resta, e resta lo sconcerto”.

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]F[/dropcap]ranck Talleu, il buon padre della vicenda, si trovava al parco con la moglie e i sei figli in compagnia di altre famiglie conosciute sui social network. Il gruppetto ha attirato l’attenzione dei custodi perché nei giardini del Palais du Luxembourg non sono permesse manifestazioni. Dopo un’accesa discussione, a monsieur Talleu è stato fatto un verbale per “organizzazione di manifestazione ludica senza un’autorizzazione speciale”, con ammenda da definire. Basta un’immagine di madre, padre e figli per turbare la modernità laica che dice di essere tollerante ma non lo è.

Gabriele Soliani

 

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