Cervarolo, l’eccidio come la Via Crucis: ogni Stazione, un “luogo del tormento”

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– da “La Libertà” n. 11, del 23 marzo 2013 –

Una Via Crucis sui luoghi dell’eccidio di Cervarolo: è l’iniziativa che il Vicariato XI (Villa Minozzo, Toano, Alta Val Dolo e Val D’Asta) e l’Istituto per gli studi storici “Istoreco” di Reggio Emilia stanno preparando insieme, e che prenderà forma venerdì 22 marzo, alle 20.30: in quel frangemte, la dolorosa passione di Gesù verrà rappresentata in una versione attualizzata, con la mente e il cuore alla memoria del tragico fatto di sangue avvenuto il 20 marzo 1944 sul nostro Appennino, allorché i nazisti perpetrarono un terribile eccidio ai danni della povera gente di un paesino della nostra montagna, nel quale tante persone persero la vita; un evento che rappresenta ancora oggi una ferita aperta e ‘sanguinante’ per la comunità civile reggiana.
Numerosi, a ben vedere, i punti di ‘contatto’ tra le due vicende, seppur così lontane nel tempo fra loro e così apparentemente distanti per ambientazione e contesto. Proprio la parrocchia di Cervarolo, guidata da don Luigi Ferrari, si è fatta carico di tracciare il percorso della Via Crucis, partendo dall’“Aia dei martiri” fino alla chiesa: un itinerario lungo il quale ogni stazione viene accostata ai “luoghi del tormento” vissuto degli abitanti dello sventurato borgo montano.

Panorama Cervarolo

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]T[/dropcap]ra le ‘fermate’ ne citiamo alcune: le “donne di Gerusalemme”, richiamate al bivio di Gazzano; il ruscello, che richiama la figura di Simone di Cirene; il sagrato, dove si rievocherà il gesto di Giuseppe D’Arimatea, il quale chiese a Pilato il corpo di Gesù; l’interno della chiesa, in cui si udirà l’annuncio della risurrezione.

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]U[/dropcap]n ulteriore aiuto a ‘leggere’ quel terribile evento anche alla luce delle sofferenze di Cristo lo dà l’opuscoletto “Via Crucis Passione a Cervarolo”, composto da una serie di testi selezionati a cura di Gianni Beltrami e arricchiti da disegni di Mauro Moretti; l’opuscolo si apre con il racconto tratto dal diario di don Mario Prandi richiamato nel libro di Cosci e Bonaldi “Tre preti nella bufera”.
Ad ogni tappa della Passione si affiancano i testi relativi alla strage e i ‘corrispondenti’ richiami evangelici. Per l’“Aia dei martiri” sono stati scelti, ad esempio, alcuni stralci da “Raffiche di mitra” di U. Monti e due brani del Vangelo di Marco e Luca i cui protagonisti sono i discepoli ‘prediletti’, Pietro, Giacomo e Giovanni.
La seconda stazione, il bacio di Giuda, parla del rastrellamento – “Cervarolo 20 marzo 1944” – nel paese accerchiato dai nazifascisti. Le torture in canonica di don Pigozzi (sempre da “Raffiche di mitra” di Monti) sono comparate, nella terza stazione, alla flagellazione del “Re dei Giudei” e alle percosse, agli sputi, al ‘casco’ di rovi intrecciati sul capo.
Le donne e i bambini terrorizzati del “bivio di Gazzano” (dai libri di Alberghi e Monti) fanno il paio con i pianti delle figlie di Gerusalemme e di Rachele, ricordate dall’evangelista Luca e dal profeta Geremia. C’è anche il soldato buono (quinta stazione), che ricorda il gesto di un milite francese che fece portare del cibo al priore (dai testi di Alberghi e Monti) e si collega a Simone di Cirene.
Siamo poi alle raffiche di mitra che falciano gli uomini del paese e don Pigozzi (“Morte sull’aia”, di Alberghi) e alle grida di disperazione ricordate da Luca, Marco e Giovanni, per poi arrivare alla deposizione di Gesù nel sepolcro (Vangelo di Marco) e al pianto delle donne, che rimanda alla straziante composizione di alcune salme nelle casse preparate dagli uomini di Gazzano e Asta (dal diario di don Prandi, “Tre preti nella bufera”, di Cosci e Bonaldi). L’ottava stazione – l’annuncio della risurrezione (dal testo di Giovanni) – si affianca al triste elenco dei morti: Armido Ferrari, 17 anni, contadino; Italo Rovali, 17, contadino; Egisto Alberghi, 18, contadino; Lino Costi, 20, contadino; Dino Tazzioli, 24, ferroviere di Civago; Marco Alberghi, 26 anni, contadino; Paolo Fontana, 29, contadino; Giovanni Vannucci, 34, contadino; Pio Paini, 42, contadino; Adolfo Croci, 43, contadino; Ennio Costi, 45, contadino; Celso Rovali, 50, contadino; Agostino Vannucci, 57, contadino; Amerigo Genesi, 61, calzolaio; don Giovanni Battista Pigozzi, 63, parroco; Alfredo Alberghi, 63, contadino; Emilio Alberghi, 68, contadino; Sebastiano Maestri, 68, contadino; Mauro Alberghi, 69, sfollato; Giacomo Alberghi, 69, contadino; Gaetano Paini, 75, commerciante; Remigio Fontana, 76, falegname; Cesare Borea, 82, contadino; Antonio Rovali, 82, paralizzato.
In calce al libretto, due brevi racconti: “20 marzo 1944”, di Costantino Zambonini, e “Pietre dell’aia”, di Marino Fontanini.

Nella foto: in una precedente commemorazione, don Giuseppe Gobetti benedice l'epigrafe che ricorda le persone uccise nel rastrellamento nazifascista del 20 marzo 1944.

Nella foto: in una precedente commemorazione, don Giuseppe Gobetti benedice l’epigrafe che ricorda le persone uccise nel rastrellamento nazifascista del 20 marzo 1944.

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]D[/dropcap]omenica 24 marzo 2013 la celebrazione religiosa si affianca alla commemorazione ufficiale da parte delle autorità locali (ritrovo alle 10 al piazzale dell’“Ok Club”, partenza del corteo per l’Aia dei caduti, alle 10.15 la Messa presieduta da don Giuseppe Gobetti, seguita dal saluto del vicesindaco e dalla rievocazione dell’eccidio a cura dei ragazzi della scuola media “Galilei”, quindi l’orazione ufficiale di Giancarlo Ruggeri); nel pomeriggio verrà proiettato al Cinema Lux di Fontanaluccia il documentario “Il violino di Cervarolo”, realizzato per conto di Istoreco da Nico Guidetti e Mathias Durchfeld. Il giorno stesso, 24 marzo, il Comune di Villa Minozzo commemorerà anche la battaglia di Cerrè Sologno (15 marzo 1944): alle 15.30 il corteo si radunerà nel piazzale della Sapoteka per dirigersi al monumento ai caduti. A seguire, la benedizione impartita da don Gino Castellini, il saluto del sindaco Luigi Fiocchi e l’orazione ufficiale del presidente di Alpi-Apc, Danilo Morini.

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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