Anche a Reggio parte la raccolta firme per aderire a “Libera la Domenica”: stop alle aperture senza giorni e orari

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– Si può firmare fino al 20 aprile, presso le sedi Confesercenti della provincia di Reggio, oppure informandosi in parrocchia –
“Gli eccessi di liberalizzazioni penalizzano i piccoli negozi, costringendo imprenditori e lavoratori a sacrificare valori importanti come la famiglia”, scrive Confesercenti Reggio Emilia, che in collaborazione con la Diocesi aderisce all’iniziativa di Confesercenti Nazionale e Cei “Libera la domenica” (raccolta firme per una proposta di legge d’iniziativa popolare al fine di restituire alle Regioni la facoltà di decidere sulle aperture domenicali).

Tutti i reggiani interessati ad aderire potranno apporre la propria firma sul modulo recandosi – non oltre sabato 20 aprile – presso le sedi Confesercenti della provincia di Reggio Emilia, durante gli orari di apertura al pubblico, oppure informandosi presso la propria parrocchia di riferimento; si ricorda che occorre portare con sé un documento d’identità valido per la convalida della firma.

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“Aiutateci” – scrive Confesercenti – “a raccogliere le firme per bloccare una liberalizzazione selvaggia che non solo priva piccoli imprenditori e lavoratori del commercio del giusto riposo domenicale e del tempo da dedicare alla propria famiglia, ma non sta in alcun modo favorendo la crescita dei consumi e l’aumento del Pil che ne dovrebbe derivare. È dubbio che la stessa Distribuzione Organizzata abbia degli effettivi vantaggi nel perseguire le aperture sette giorni su sette, poiché non è automatico che le vendite domenicali compensino l’aumento dei costi fissi e del personale”.
“Quel che è certo”, conclude la confederazione, “è che il peggioramento della qualità della vita di tutti gli operatori del settore commerciale non ha, al momento, trovato una giustificazione nell’aumento dei consumi nazionali, ancora in caduta libera”.

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