Che sia un Buon Natale. Per tutti

Stampa articolo Stampa articolo

– da “La Libertà” n. 44 del 15 dicembre 2012 –  Avvento Caritas 2012. “Farsi prossimi” a chi è senza tetto, lavoro, relazioni, senza futuro: è l’accorato appello del Direttore della Caritas diocesana, in questo Avvento e Natale 2012. “Il Mistero dell’Incarnazione, del Natale, è il mistero della prossimità”.

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]N[/dropcap]on sarà facile quest’anno, per tante famiglie, dirsi serenamente e con convinzione “Buon Natale!”. La crisi economica ha colpito duro anche nella nostra ricca terra emiliana e le prospettive non sono positive nemmeno per i prossimi mesi. C’è chi stringe i denti, con un solo stipendio o con metà, per continuare a mantenere la famiglia, a garantire un futuro ai propri figli. C’è anche, però, chi i denti li batte per il freddo acuto che è arrivato da qualche giorno, perché vive in auto, o in ambienti precari o perché le bollette non pagate hanno portato al distacco delle utenze. Come si fa ad avere voglia di dire “Buon Natale” in queste condizioni?  

Non solo “accogliere”, ma “farsi prossimi”

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]Q[/dropcap]uest’anno, come Caritas diocesana, abbiamo deciso di riflettere sul tema della “prossimità”, con l’intento di fare un passo in avanti rispetto al tema dell’accoglienza, proposto lo scorso anno. “Gli si fece vicino” è il messaggio tratto dalla famosa parabola del Samaritano.

Non basta rimanere all’interno delle parrocchie e dei Centri di Ascolto e aspettare chi arriva, ma dobbiamo sempre più uscire, andare a cercare quelle persone che “sono incappate nei briganti” della vita, testimoniando la nostra chiamata alla condivisione, alla comunione, all’essere fratelli, a fare comunità. Farsi prossimi significa farsi vicini, mettersi in ascolto, stare al fianco, accorciare le distanze, infrangere le barriere, andare in cerca delle persone per dire loro: “Mi importa di te”. Farsi prossimi non perché siamo bravi, ma perché così ci ha indicato Gesù. Colui che si è fatto prossimo per primo è proprio il nostro Dio che, “pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini” (Fil. 2, 6-7). Il Mistero dell’Incarnazione, della Venuta del Signore, del Natale, è il Mistero della prossimità!

Superare la solitudine e dare speranza

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]È[/dropcap] importante, certo, cercare di risolvere problemi, dare risposte, pensare e creare opere concrete a sostegno delle tante povertà che incontriamo ogni giorno… Ma non è tutto! Anche perché le nostre forze e capacità sono insufficienti a trovare tutte le soluzioni.È necessario stare accanto, fare un cammino insieme, mettersi in ascolto, creare relazioni significative. Il Dio che si è fatto uomo non è venuto per risolvere i problemi umani, ma per dare un senso diverso alla nostra vita, per dare la Speranza di un mondo nuovo. Noi tutti possiamo essere speranza per qualcuno!

Sono convinto che la fatica a dire “Buon Natale!” possa essere ridotta se c’è la consapevolezza di non essere soli, di avere qualcuno con cui condividere. È la solitudine che genera la disperazione. è l’indifferenza che instilla rabbia. È la mancanza di relazione che toglie senso alla vita. 

“Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha…”

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]E[/dropcap] allora, coraggio! In questo Natale facciamoci prossimi a tutti quei “presepi viventi” che incontriamo nella nostra quotidianità e che ci manifestano la presenza di Gesù. “Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto”. è l’invito del Vangelo nella terza domenica di Avvento, Giornata diocesana perla Caritas. C’è bisogno di maggiore giustizia che permetta a tutti di vivere in modo dignitoso! Chi ha lavoro, sia di sostegno a chi non lo ha; chi ha tempo lo dedichi a chi ha bisogno; chi ha competenze le metta a disposizione di quanti soffrono per la mancanza di salute, di affetti, di prospettive; chi ha di più lo condivida con chi ha meno.

Che sia davvero un Natale che ci fa incontrare il Dio fatto uomo. Che possa essere un Buon Natale per tutti!

 

Gianmarco Marzocchinidirettore Caritas diocesana

Pubblicato in Articoli