Chiesa e Università per la città e per l’uomo

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– da “La Libertà” n. 39 del 10 novembre 2012

Lungo i ‘percorsi’ dell’episcopato di Monsignor Caprioli: la testimonianza del prof. Luigi Grasselli, Prorettore della sede reggiana. L’attenta cura del Vescovo Adriano per l’Ateneo reggiano .

 

Mons. Caprioli interviene nell’Aula magna della sede reggiana dell’Università di Modena e Reggio, in viale Allegri 9 a Reggio Emilia

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]P[/dropcap]oche settimane dopo l’inizio dell’episcopato di monsignor Adriano Caprioli (20 settembre 1998), l’ateneo di Modena si trasformò ufficialmente in Università di Modena e Reggio Emilia (1° novembre 1998), con la costituzione di una sede universitaria nella nostra città. Il nuovo Vescovo colse fin da subito l’importanza dell’evento e due anni dopo, nel Discorso alla città della festa di San Prospero (24 novembre 2000) indicò l’avvento di una città universitaria a Reggio come una delle due novità più clamorose degli ultimi decenni (assieme al fenomeno dell’immigrazione). D’altra parte, che il nostro Vescovo pensasse a una Chiesa fortemente impegnata nel contesto sociale e culturale di riferimento appariva già chiaro nel messaggio alla Diocesi precedente il suo ingresso ufficiale: “La fede predicata in Chiesa deve diventare anche matrice di cultura, fatto di costume, cura del bene comune”.

A partire dalla mia prima nomina a prorettore della sede universitaria reggiana (primi mesi del 2000), sono state numerose le occasioni di incontro, non solo istituzionali, col vescovo Caprioli. Si trattava di sviluppare e dare anima a un intenso dialogo tra Chiesa e Università, che costituiscono entrambe, pur nelle rispettive autonomie, risorse preziose per i contesti in cui operano, specie nella comune vocazione alla formazione ed educazione delle nuove generazioni. Da allora monsignor Caprioli ha mostrato costante attenzione al decollo, allo sviluppo e al consolidamento della nostra sede universitaria e ha profuso un impegno continuo per capire, sollecitare e indirizzare la vita della città e, in particolare, del nostro Ateneo. Un’attenzione che, come richiamavo in precedenza, affonda le radici nella sua volontà di dialogo con la cultura del territorio e con il mondo giovanile. Nasce in questo contesto anche la straordinaria intuizione dei Dialoghi in Cattedrale, momenti di confronto fra studiosi e intellettuali su tematiche specifiche, da punti di vista differenti. Anche in questa occasione monsignor Caprioli ha voluto coinvolgere competenze della nostra Sede universitaria, in qualità di relatori e coordinatori dei “Dialoghi”.

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]C[/dropcap]ultura è anche conoscenza del passato, delle nostre tradizioni e di chi ci ha preceduto: ecco allora la promozione del progetto della poderosa Storia della Diocesi di Reggio Emilia – Guastalla, curata da monsignor Giovanni Costi e dal professor Giuseppe Giovanelli.
Partire dalla storia per comprendere meglio il contesto culturale, sociale ed economico in cui tutti noi ci troviamo ad operare e per aiutare ad orientare l’agire di una comunità verso il Bene comune: questo l’obiettivo di un lungo percorso, promosso dal Vescovo attraverso l’Ufficio di pastorale sociale e in collaborazione con l’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti, indirizzato all’approfondimento dei contenuti della Dottrina sociale della Chiesa, calati anche nel concreto dei temi e dei problemi che caratterizzano il contesto contemporaneo della diocesi. Un cammino che, passando attraverso tre convegni, ha condotto all’elaborazione e consegna alla città del documento della commissione diocesana per l’impegno sociale e politico Ridisegnare il volto della città dell’uomo, presentato il 14 dicembre 2009 nell’aula magna della nostra Università. Un Vescovo dunque che ha voluto ascoltare e capire, prima di indicare al popolo diocesano un’idea concreta di città, disegnata intorno alla persona umana.
Nelle parole di presentazione del terzo convegno, anch’esso tenutosi presso la nostra aula magna, il Vescovo scrisse: “La collocazione stessa del Convegno – presso l’Università a Reggio – vuole essere segno di una Chiesa… capace di rianimare la vita quotidiana delle persone, attenta alla vita delle città e dei paesi, pronta ad orientare le forme culturali della coscienza civile, avviando, al di là del Convegno, esperienze positive di partecipazione, di ascolto e condivisione”. Vorrei aggiungere che, nella formazione di un’etica professionale orientata al Bene comune, un ruolo fondamentale spetta al sistema formativo nel suo complesso e, in particolare, al mondo universitario: è anche per questo, credo, che monsignor Caprioli abbia sempre mostrato una sensibilità particolare verso i temi di sviluppo della nostra giovane sede universitaria.

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]U[/dropcap]n’ulteriore testimonianza di attenzione e affetto verso l’Ateneo e verso le giovani generazioni è stata l’attivazione, nell’ottobre 2010, del Servizio diocesano di Pastorale universitaria, affidato a don Francesco Avanzi. Scelta particolarmente felice e non casuale, in quanto la personalità e lo stesso percorso vocazionale di don Francesco, già studente universitario e laureato in Ingegneria, gli consentono di entrare in contatto, in modo spontaneo e naturale, con studenti e docenti, stabilendo, come indicava Caprioli, “relazioni tramite le quali il Servizio Pastorale potrà rendersi presente, in modo discreto, ma più incisivo e articolato nella vita universitaria”.

Tra i fini di questa attività – continuava – sono “sia il favorire la crescita umana, spirituale dei giovani, e la loro preparazione all’ingresso nella società e nel mondo del lavoro, sia l’iniziare un rapporto con il mondo accademico per dare un contributo alla trasmissione di una cultura che mantenga al centro la persona umana con tutti i suoi valori e le sue dimensioni”.

Accanto alla Pastorale universitaria, il Vescovo ha voluto dare inoltre un forte segnale di personale vicinanza al mondo universitario celebrando nel 2010 nella rinnovata cripta della Cattedrale, e nel 2011 in San Giovanni Bosco, la Santa Messa di apertura dell’anno accademico. E ancora, rendendo disponibile la Cattedrale, nel Santo Natale 2010 e 2011, per il concerto dei cori e delle orchestre universitarie.

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]U[/dropcap]n lungo cammino dunque di vicinanza da parte di monsignor Caprioli verso i giovani universitari e verso il mondo accademico, nel corso del quale ha costantemente operato per rendere la nostra sede protagonista della vita culturale e sociale della città. Alla gratitudine per quest’attenzione partecipata, che sono certo continuerà anche al termine del suo mandato episcopale, vorrei aggiungere un sincero ringraziamento personale: la sua vicinanza, la sua disponibilità ad essere insieme ascolto e guida in questo intenso, costante dialogo avviato ormai da più di un decennio, mi sono stati di grande aiuto e conforto, non solo nelle scelte legate alla mia carica istituzionale, ma nel mio interiore percorso esistenziale.

Luigi Grasselli
Prorettore della sede reggiana
dell’Università di Modena e Reggio

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