“60 anni de La Libertà”, un convegno giovedì 8 novembre 2012 in Seminario (ore 17.30)

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– da “La Libertà” n. 36 del 20 ottobre 2012 –

1952 – 2012: il nostro (vostro) settimanale compie 60 anni.

Tanta la strada percorsa come periodico diocesano, portando in sessant’anni l’impronta di quattro vescovi-editori, dal fondatore Beniamino Socche a Gilberto Baroni e da Giovanni Paolo Gibertini a Adriano Caprioli, fino alle soglie dell’episcopato di Massimo Camisasca, eletto vescovo il 29 settembre scorso.

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]S[/dropcap]crivendo la prefazione ad un volume celebrativo del 50° anniversario de La Libertà, l’allora direttore monsignor Giancarlo Bellani invitava a guardare al “giubileo” del settimanale utilizzando il “cannocchiale rovesciato”. Intendeva dire che i primi anni del suo lavoro redazionale assieme a don Gianni Crotti, pur lontani di mezzo secolo, sembravano in realtà ancora più distanti, tali e tante erano state le innovazioni occorse alle tecniche di stampa durante la sua direzione, durata dal 1975 a tutto il 2003. Con quella curiosa espressione l’osservatore Bellani voleva anche riferirsi al rarefarsi delle quantità: i volumi necessari per archiviare articoli e fotografie, con l’avvento dei personal computer, dell’e-mail e delle nuove memorie di massa, si erano prodigiosamente rimpiccioliti. Con tutto l’imbarazzo di doversi adattare a sfogliare anche cartelle digitali anziché solo taccuini e tomi rilegati.

“Non si è ridotta, invece, la fatica redazionale: s’è trasformata in ritmi vorticosi, in tempi disorologizzati”, annotava ancora il direttore Bellani in quella pubblicazione. Questo è rimasto vero oggi come ieri. Da allora è passato un altro decennio ultra-rapido, con la proliferazione di Internet e il recente avvento delle “reti sociali”, la frontiera digitale a cui Benedetto XVI ha dedicato il messaggio della 47ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali.

Il vescovo Adriano Caprioli, l’ultimo conosciuto dal compianto monsignor Bellani, oltre alla promozione di una Scuola diocesana di giornalismo negli anni 1999 e 2000, diede l’impulso decisivo affinché la redazione de La Libertà si aprisse all’apporto dei laici e perché veste grafica e struttura del giornale cattolico reggiano venissero sensibilmente aggiornati con l’inizio del nuovo millennio.
Con autorevolezza e passione, La Libertà ha continuato a portare ai suoi lettori – almeno 15.000 secondo prudenti stime – la voce della Chiesa reggiana e guastallese, prevenendo sul terreno comune dell’informazione l’unificazione ufficiale tra le due diocesi, avvenuta nel 1986. Da fine ottobre 2012 sarà operativa anche la ricongiunzione di amministrazione e redazione negli stessi locali del Seminario diocesano, in viale Timavo a Reggio Emilia.
Tanta la strada percorsa come periodico diocesano, portando in sessant’anni l’impronta di quattro vescovi-editori, dal fondatore Beniamino Socche a Gilberto Baroni e da Giovanni Paolo Gibertini a Adriano Caprioli, fino alle soglie dell’episcopato di Massimo Camisasca, eletto vescovo il 29 settembre scorso.
Nato come settimanale sociale nel secondo dopoguerra, in questa terra “rossa” e dai contrasti ideologici accesi, col passare del tempo La Libertà è andata caratterizzandosi sia come veicolo pastorale che come strumento di approfondimento e opinione che s’interessa della vita della Chiesa, dei problemi sociali e delle iniziative culturali del territorio.
Il giornale ha saputo anche aprire vie nuove, in senso sia geografico – come collegamento tra la Diocesi e le sue missioni in Brasile, Madagascar, India, Rwanda, Albania e Kosovo – che culturale, guadagnandosi spesso un posto nelle rassegne stampa delle amministrazioni pubbliche o nelle citazioni delle testate giornalistiche “laiche”, particolarmente numerose e vivaci nella realtà locale.
Il numero 1, firmato dal primo direttore monsignor Wilson Pignagnoli, usciva datato 19 ottobre 1952.

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]L[/dropcap]ungi da intenti autocelebrativi, abbiamo pensato che fosse importante sottolineare il 60° anniversario del “nostro” settimanale con un incontro pubblico, che si terrà giovedì 8 novembre, dalle 17.30 alle 19.30, in Seminario a Reggio, promosso dall’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali in collaborazione con l’Assostampa reggiana e con il Centro Diocesano di Studi Storici.

Sarà l’attuale direttore Edoardo Tincani a coordinare un convegno semplice e “vissuto” (clicca qui per visualizzarne il Programma), con tre relatori-amici e – speriamo – un pubblico di “fedelissimi” che non hanno mai fatto mancare al giornale attenzione e sostegno.
Il primo sarà proprio il Vescovo Adriano, che rifletterà sul valore anche pastorale di un giornale della Chiesa locale. Poi avremo con noi il professor Giuseppe Giovanelli, già redattore e vicedirettore del settimanale, attualmente responsabile del Centro Diocesano Studi Storici, a cui toccherà il compito di una rapida retrospettiva, tra memoria e profezia. Infine, al tavolo siederà don Emanuele Benatti, già direttore del Centro Missionario, nonché assiduo collaboratore di queste pagine: potrà spiegare, a parole e con la sua vita, il collegamento che esiste tra comunicazione e missione.

[dropcap font=”arial” fontsize=”36″]C[/dropcap]i sarà spazio anche per ascoltare qualche intervento del pubblico, per ragguagliare corrispondenti e promotori del giornale sulla campagna abbonamenti 2013 e sul sito internet (www.laliberta.info) rinnovato, per salutarsi intorno a un buffet.
Soprattutto, per dire “grazie” a tutti per questi 60 anni di cammino nel campo sempre più affollato dell’informazione.

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Il programma del Convegno

Il manifesto in alta definizione dell’Evento

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